Zenit, Marchisio e il rude rito di iniziazione russo


ROMA – È passata una settimana da quando Claudio Marchisio è approdato in Russia per iniziare la sua avventura con lo Zenit. L’ex centrocampista della Juventus è stato accolto con molto entusiasmo tra i tifosi, consapevoli del potenziale che può apportare alla squadra per un importante salto di qualità. Entusiasti e felici anche i compagni, i quali non si sono risparmiati in termini di accoglienza. Un’accoglienza da principino? Nemmeno per sogno. Come tutti i nuovi acquisti, anche per Marchisio è arrivato il momento del rito di iniziazione, una prassi ormai consolidata nel calcio, che stavolta però si è svolta in maniera inusuale. Che i russi non avessero tra le loro corde la delicatezza si sapeva: nessuna sedia, nessuna canzone da cantare a squarciagola. Per lui un rito più rude, lo ‘schiaffo del soldato’. Disposti su due file come a creare un corridoio, i giocatori dello Zenit hanno costretto l’ex bianconero a passare sotto le loro bollenti mani. Giocosi schiaffi sul corpo e sulla nuca, come si faceva con le matricole neo arrivate per creare squadra. Un benvenuto particolare per il nuovo arruolato, che tra sorrisi e risate si sottopone al ritro tra i compagni divertiti. Marchisio, nuovo numero 10 dello Zenit, piede elegante da principe, ma letale per le difese come un soldato.


Zenit San Pietroburgo, Marchisio si presenta ai tifosi

 



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Updated: 14 settembre 2018 — 16:42
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