Violenza sulle donne, convalidato l’arresto del compagno di Federica



Arresto convalidato per Gaetano De Santis, l’uomo accusato di
aver aggredito e malmenato la sua convivente, Federica Nuovo,
finendo per procurarle un aborto. Il pm Catello Maresca ha disposto
l’accertamento autoptico sul feto per capire quando si sia
interrotta la gravidanza: un dato importante per collegarla a
eventuali maltrattamenti. De Santis, 45 anni, privo di qualsiasi
precedente penale, si è difeso negando di aver mai picchiato
Federica, la sua compagna. «Convivevamo da poco e il nostro
era un rapporto burrascoso ha detto litigavamo spesso, ma io non
l’ho mai picchiata. Mai ho alzato le mani su di lei». Una
versione molto diversa da quella fornita da Federica che ai
carabinieri della stazione di Procida (coordinati dal capitano
della compagnia, Andrea Centrella) aveva raccontato di essere stata
più volte strattonata e schiaffeggiata. Giovedì la
donna, incinta di quasi cinque mesi, aveva chiamato il 112. Quando
gli uomini in divisa erano arrivati in via Giovanni da Procida
l’avevano trovata dolorante e sanguinante. Federica aveva detto
di aver avuto un violento litigio con il compagno, ma a quanto
pare, i sanitari dell’ospedale Santa Maria delle Grazie, dove
la giovane donna è stata trasferita dal presidio sanitario
dell’isola, non hanno riscontrato segni evidenti di
percosse.

Secondo Federica, però, le aggressioni sarebbero state
molteplici, almeno quattro e il fidanzato avrebbe poi sempre
cercato di impedirle di uscire di casa e di lasciare l’isola.
Un rapporto pieno di contrasti, tra persone molto diverse. La prima
violenza sarebbe avvenuta a novembre, quando la giovane donna e De
Santis si erano conosciuti solo da pochi mesi. In
quell’occasione lei si era fatta medicare in ospedale dove era
stata giudicata guaribile in due giorni. Alle forze dell’ordine
aveva però raccontato di non aver riconosciuto
l’assalitore: versione smentita ieri, quando, sfinita in un
letto di ospedale, ha invece raccontato che le contusioni erano
state provocate dal suo compagno, ma lei non aveva avuto in quel
momento il coraggio di denunciarlo.

Dopo di allora ci sarebbero stati altri tre episodi di violenza,
uno nel corso dell’inverno, uno tre settimane fa e uno
giovedì scorso quando è avvenuto l’aborto. Ma
sarebbe stata proprio l’aggressione di tre settimane fa a
provocare l’interruzione di gravidanza e non il litigio
avvenuto giovedì quando la donna è finita in ospedale
dopo aver espulso il feto. Da questa ipotesi è partita la
decisione del magistrato di far eseguire l’autopsia per
stabilire la data dell’interruzione di gravidanza e di
conseguenza decidere se questa possa essere collegata agli spintoni
e agli schiaffi che Federica avrebbe subito a marzo. Venerdì
la ragazza è stata sentita a lungo dai carabinieri: pallida,
stremata, ha fornito la sua versione e adesso resta a letto in
ospedale in attesa di riprendere le forze per poter tornare nella
casa dei genitori.

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Domenica 15 Aprile 2018, 12:42 – Ultimo aggiornamento: 15-04-2018 12:48
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Updated: 15 aprile 2018 — 13:34
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