Ufo ripreso in video da un F-18 della Marina Usa



L’Ufo sarebbe stato intercettato lungo la costa orientale degli Stati Uniti. Il divario tra la tecnologia sperimentale segreta e quella nota è stimato in circa 25/30 anni.

Un Boeing F / A-18 Super Hornet, in pattuglia lungo la costa orientale degli Stati Uniti avrebbe intercettato un Ufo o Oggetto volante non identificato. E’ quanto emerge in un nuovo video pubblicato dall’organizzazione privata To the Stars Academy of Arts and Science (TTSA) guidata da Hal Puthoff, consigliere del Dipartimento della Difesa della Nasa e da James Semivan, ex funzionario della CIA. Nel filmato di 35 secondi pubblicato dalla TTSA e rinominato “Go Fast”, la telecamera ad infrarossi dell’F/A-18 avrebbe intercettato da un’altitudine di 7600 metri un Oggetto volante non identificato di forma discoidale che sfrecciava a velocità sostenuta sull’oceano. Il Dipartimento della Difesa Usa si è rifiutato di commentare il video. Lo scorso dicembre il New York Times ha pubblicato altri due video (Gimbal e Flir-1) di presunte intercettazioni Ufo avvenute nel 2004 dai piloti dell’US Navy al largo della costa meridionale della California.

I dettagli del video Go Fast

Secondo la TTSA “Go Fast è un autentico video del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Siamo stati i primi a ricevere una copia del filmato che dovrebbe essere disponibile al pubblico tramite la legge sulla liberta di informazione”.

La società privata specifica che “data, posizione ed altre informazioni sono state rimosse dal Dipartimento della Difesa come parte del processo di approvazione per il rilascio al pubblico”. Alcuni siti statunitensi collocano l’intercettazione al 2015, ma non vi è alcuna conferma ufficiale al riguardo.

L’Unidentified Flying Object sarebbe stato catturato dall’Advanced Target Forward-Looking Infrared del pod Raytheon AN / ASQ-228 di un F / A-18 della Marina degli Stati Uniti. Il display ATFLIR rivela informazioni significative relative alle condizioni di volo ed alle caratteristiche dell’oggetto. Il Super Hornet si trova in volo livellato ad un’altitudine di 25.000 piedi ad una velocità di Mach 0.61. Il sensore è puntato 22 gradi sotto l’orizzonte e 36 gradi a sinistra. La superficie dell’oceano è chiaramente visibile sullo sfondo. L’Ufo appare di forma discoidale pulita: si muove ad alta velocità, quasi a pelo dell’acqua. Non rilascia alcuna scia.

Il Weapon Systems Operator (WSO) dell’F-18 guida il sensore manualmente per tentare di catturare l’oggetto. Al terzo tentativo l’acquisizione avviene con successo: da quel momento il sensore entra in modalità autotrack. Grazie a questa capacità si possono tracciare oggetti che possiedono velocità e accelerazioni entro limiti definiti ed impostati dai parametri di manovra previsti. L’autotrack è stato sviluppato perché il tracciamento di un bersaglio manuale con un sensore ottico è molto difficile. Le modalità automatiche nel sistema ATFLIR riducono il carico di lavoro dell’operatore così da facilitare la valutazione del target. Alla destra dello schermo, il telemetro indica che l’oggetto si trova a 4,4 miglia nautiche. L’F / A-18 inizia vira a sinistra per mantenere l’oggetto nel campo visivo del sensore ATFLIR. Dall’audio registrato il WSO afferma di non riuscire a tracciare manualmente l’oggetto con il sensore ATFLIR. Non sono visibili gas di scarico chiaramente visibili sui velivoli convenzionali.

UFO

Riconoscere l’origine sconosciuta di un oggetto non significa affermarne la sua origine extraterrestre. Molti fenomeni restano inspiegabili in base alle attuali conoscenze scientifiche. Nel 98% dei casi quello che si vede nel cielo risponde alla fisica terrestre. Nel restante 2% potremmo anche dare ragione all’equazione di Drake. Sarebbe fin troppo presuntuoso considerare l’essere umano come l’unico miracolo tra duemila miliardi di galassie (stima The Astrophysical Journal) dell’intero universo.

Alimentare le teorie sui prototipi alieni è un’ottima copertura

Il divario tra la tecnologia sperimentale segreta e quella nota è stimato in circa 25/30 anni. E’ una finestra temporale evolutiva enorme, basti pensare ai progressi avvenuti nei trent’anni successivi al primo volo dei fratelli Wright nel dicembre del 1903. Da non sottovalutare la pista del camuffamento utilizzata da decenni da ogni nazione: far credere all’opinione pubblica (o al nemico) di essere in possesso di chissà quale sistema d’arma per nascondere operazioni ombra o progetti segreti. Una scelta mirata quindi per distogliere l’attenzione da qualcos’altro (o far abbassare la cresta così come avvenne quando fu mostrato l’F-117). L’Area 51 ad esempio, negli anni al centro di ogni teoria complottistica . La base è divenuta negli anni uno specchietto per le allodole. In molti non sanno, per esempio, che negli USA esistono almeno altre dieci basi come l’Area-51 utilizzate per testare svarati asset classificati. Nessuno sa dove sono. In pochi sanno che esistono. Le restrizioni economiche non si applicano per le basi come l’Area 51, adibita per accogliere e testare i prototipi segreti nei programmi neri delle diverse agenzie e delle divisioni speciali dei principali appaltatori della difesa. Fin dagli anni ’70, l’Area 51 ospita in rotazione la flotta MiG/Sukhoi ombra per sviluppare tattiche di volo non convenzionali.

Se Stati Uniti e Russia possedessero davvero un Oggetto volante proveniente da un altro pianeta perchè si dissanguerebbero per produrre F-35 e SU-57?

Advanced Aviation Threat Identification Program

“Gli oggetti volanti non identificati visti dai piloti e dal personale militare apparivano molto più avanzati di quelli presenti negli arsenali americani o stranieri. In alcuni casi, le loro manovre sembravano sfidare le leggi della fisica”.

L’Advanced Aviation Threat Identification Program del Pentagono era supervisionato dal Congresso degli Stati Uniti. Aveva l’obiettivo di indagare sugli oggetti volanti non identificati, meglio noti come UFO (Unidentified Flying Objects). L’esistenza del programma, chiuso nel 2012, è stata ufficialmente riconosciuta dal Pentagono soltanto lo scorso dicembre. L’esistenza dell’Advanced Aviation Threat Identification Program era nota ad un ristretto numero di funzionari. Ufficialmente avviato nel 2005 dall’allora leader della maggioranza al Senato Harry Reid, il programma aveva l’obiettivo di chiarire gli “incidenti inspiegabili registrati negli anni dall’Esercito degli Stati Uniti”.

“Il programma nasceva per identificare la possibile presenza di tecnologia di ultima generazione sviluppata da un paese straniero ed in che modo avrebbe potuto minacciare gli Stati Uniti”. Alla base del programma vi erano i timori che Cina e Russia stessero sviluppando un qualche tipo di sistema di propulsione ignoto al Pentagono.

Gli episodi attualmente inspiegabili

In sette anni l’Advanced Aviation Threat Identification Program ha analizzato anche gli “eventi non verificati in fase di valutazione”: episodi attualmente inspiegabili. In base ai dati diramati dal Pentagono, il programma ha ricevuto fondi fino ad un massimo di 20 milioni di dollari l’anno dal Congresso degli Stati Uniti. Nella sua lettera di dimissioni indirizzata lo scorso ottobre al Segretario alla Difesa James Mattis, l’ufficiale dell’intelligence che ha diretto l’AATIP Luis Elizondo ha affermato che “le prove raccolte negli anni non sono state prese sufficientemente sul serio dal Pentagono”.

“Abbiamo registrato decine di avvistamenti inspiegabili, non ostili, dei piloti della Marina e di altri osservatori. Velivoli con capacità aerodinamiche mai osservate prima, al limite della tecnologia conosciuta. Gli incidenti sono spesso avvenuti nei pressi di impianti nucleari, centrali elettriche o navi. Non avevamo mai visto niente del genere. Qualcosa di inspiegabile è sempre considerata una potenziale minaccia fino a prova contraria. Per quanto riguarda il lato positivo, credo che oggi siamo più vicini che mai nel comprendere tale tecnologia”.

Nella nota ufficiale del Pentagono si legge che “l’Advanced Aviation Threat Identification Program è stato chiuso nel 2012. Ben altre priorità meritavano finanziamenti nell’interesse del Dipartimento della Difesa che prende sul serio qualsiasi tipo di minaccia esistente o potenziale. In presenza di informazioni credibili, il Dipartimento della Difesa garantisce le risorse opportune”.

Le conclusioni del programma sono classificate

Molte le domande al riguardo come i finanziamenti: 20 milioni di dollari per sette anni per un programma che avrebbe dovuto valutare la possibile esistenza di tecnologia sconosciuta ostile, sembrano davvero pochi. Nulla a che vedere, ad esempio, con le risorse messe a disposizione del Progetto Bluebook che dal 1947 al 1969 ha studiato migliaia di avvistamenti di oggetti volanti non identificati. 701 dei dodicimila avvistamenti valutati dalla commissione del Progetto Bluebook restano ad oggi inspiegabili. Il Pentagono afferma che l’Advanced Aviation Threat Identification Program è stato chiuso nel 2012, ma potrebbe tranquillamente continuare ad esistere in forma classificata e finanziato con ingenti risorse.

Gli UFO terrestri

B-2, B-1, RQ-3, F-117 (M/U), SR-71, Ayaks, U-2 (U-3?), YF-23, SR-72, Taranis, X-36, X-45, Irkut, RQ-180, FOBS (R-36 Orb), Polecat, Magma, Eclipse, Tacit Blue, HTV-2, Aura, Skat, Hongdu Lijian, A-12 Oxcart, nEUROn, B-21 e le versioni mai svelate dell’X-47B. Quanti di tali sistemi sono stati scambiati (volutamente) per UFO provenienti da altri pianeti? Quanti UFO alieni abbiamo visto negli anni a protezione della flotta ombra Mig e Sukhoi russa gestita dal Pentagono nell’Area 51 e nelle altri basi segrete? Se l’F-117 ha volato nel 1979, quanti prototipi stealth ed ipersonici non conosciamo? Il Bird of Prey ha volato nel 1996: quante variante non conosciamo? Quanti UFO hanno nascosto le innovative superfici di controllo di Magma?

Se risponde alla fisica terrestre è certamente nostro

Un Ufo alieno perchè dovrebbe rilasciare una scia? improvvise accelerazioni e vertiginose ascensioni sono intollerabili per un organismo umano, ma non per un drone. Perchè un Ufo dovrebbe comportarsi come un velivolo terrestre? La dinamica dei salti, lo stiramento e l’allungamento del tessuto spazio temporale o l’utilizzo di un sistema di propulsione ad anti gravità sono ancora fantascienza per gli umani mentre per altri visitatori potrebbero già essere realtà (tesi confermata dal Seti). Il fatto è che nessuno sa come si muovano. Si presume l’antimateria, ad oggi fantascienza per gli umani anche se la Boeing ha effettuato studi al riguardo. Sembra probabile però che un velivolo alieno che viaggia nel cosmo possieda una profonda conoscenza della fisica applicata, a noi del tutto sconosciuta. Perchè un Ufo dovrebbe creare un bang sonico quando sarebbe certamente equipaggiato con scudi che lo isolano dallo nostra atmosfera e dal campo magnetico terrestre? Se hanno attraversato il cosmo lo hanno certamente fatto con scudi di protezione in grado di annullare ogni effetto esterno, nucleare compreso (la deflagrazione dei Trident scalfirebbe soltanto la vernice). Se un velivolo non risponde alle leggi newtoniane, allora non è terrestre. Se risponde alla fisica terrestre è certamente nostro.

Stati Uniti: il programma Aurora

Il Long Range Strike-Bomber è considerato una priorità assoluta per l’Air Force. Il progetto è classificato dal 2011, ma almeno due prototipi dell’USAF solcherebbero i cieli da tempo. C’è poi il drone stealth RQ-180 e la versione avanzata (sebbene più grande) dell’X-47B. Tra gli anni ’80 e ’90, la Skunk Works ottenne fondi per alcuni Black Projects che diedero vita all’F-117 come anche al velivolo spia U-2. La Black Aircraft Production della Lockheed, ottenne finanziamenti per svariati miliardi di dollari, erano 5 negli anni ’90, per la produzione di un sistema coperto da segreto militare mai reso noto. Non è mai stato identificato, ma negli anni abbiamo visto numerosi ufo nel cielo. Nel marzo del2016 con un annuncio inaspettato, Lockheed Martin comunicò al mondo di aver maturato la tecnologia per realizzare la prima piattaforma ipersonica operativa del pianeta. Che le specifiche delle piattaforme di sesta generazione riguardassero espressamente la velocità ipersonica, era noto da tempo.

“La nostra configurazione aerodinamica è stabile in tutti i profili di volo: subsonico, transonico, supersonico ed ipersonico”. Leggendo tra le righe, Lockheed ammise di aver quindi ultimato lo sviluppo di una tecnologia, ancora sperimentale nel resto del mondo. Nello specifico, un profilo superiore a Mach 6 prevede l’implementazione di nuovi sistemi di protezione termica così come il disegno aerodinamico. Quest’ultimo, considerando l’assenza delle superfici mobili, è stato ottimizzato per ottenere la stabilità a diversi regimi di velocità.

Fino ad oggi, almeno nei processi di sviluppo noti, la piattaforma ipersonica veniva sganciata ad alta quota da una piattaforma di supporto. Ciò perché un velivolo ipersonico non potrebbe sfruttare le piste convenzionali per il decollo e l’atterraggio. L’SR-72, invece, avrebbe superato queste limitazioni. La Skunk Works, divisione per i progetti speciali della Lockheed, avrebbe consegnato un progetto finale in grado di raggiungere la Corea del Nord in 90 minuti, sorvolare l’intera penisola in due, effettuare rilevazioni ad altissima risoluzione e comportarsi come un velivolo standard, senza la necessità di un velivolo di lancio o di richiamo.

Il concetto di motore a ciclo combinato aggira le limitazioni tradizionali di reattori, statoreattori e scramjet, che possono operare soltanto a diversi regimi di velocità. Il nuovo sistema propulsivo mira a risolvere questo problema utilizzando un motore a turbina per la bassa-velocità ed uno scramjet a velocità elevate. Il dimostratore della Lockheed costerà meno di un miliardo di dollari ed avrà le dimensioni di un F-22 Raptor. Lockheed, in realtà, ha confermato che i prototipi degli SR-72 volano da tempo grazie a programmi classificati. E’ anche conosciuto come Programma Aurora.

RQ-180

L’RQ-180 statunitense, le cui specifiche tecniche non sono ancora state rese note, dovrebbe avere un’apertura alare di 39/42 metri, comunque superiore a quella di un 737. Svolge missioni ISR in Afghanistan, Iraq e Siria. Simile all’X-47B (corpo centrale rialzato ed ali sottili), ma con un’apertura più ampia, l’RQ-180 sfrutta il know-how in termini di bassa osservabilità acquisito con l’esperienza maturata con gli F-117 Nighthawk e F-22 Raptor, unito ad un’aerodinamica più efficiente per una maggiore altitudine, raggio d’azione e stazionamento. Il suo motore potrebbe essere più potente rispetto a quello del Global Hawk, il Rolls-Royce AE3007H. Si pensa possa essere il medesimo, seppur opportunamente modificato, dell’X-47B (programma concluso). L’RQ-180 è ritenuto in grado anche di compiere attacchi elettronici. La piattaforma deriva dal progetto Joint Unmanned Combat Air System della Northrop Grumman, cancellato alla fine del 2005 per divergenze di requisiti tra l’Air Force e la Marina.

L’UFO della Russia

Nel settembre del 2016 Mosca ammise l’esistenza di un drone sperimentale a bassa osservabilità basato su una configurazione aerodinamica non convenzionale. Progettato dalla Irkut Corporation, presenterebbe uno schema geometrico strutturale contenente soluzioni aerodinamiche uniche e mai utilizzate. È stato progettato per la ricognizione e l’attacco in ambienti A2/AD. Il Ministero della Difesa russo investe da anni copiosi fondi nella tecnologia UAV. Secondo indiscrezioni non confermate, il gap con gli americani sarebbe stato ormai colmato. Alla memoria ritorna un precedente avvenuto nel luglio del 2016, quando un drone di qualche tipo violò uno degli spazi aerei più protetti al mondo: quello di Israele. Con un certo imbarazzo gli israeliani affermarono che il drone non era stato intercettato nonostante contro di esso fossero stati lanciati tre missili. Il drone proveniva dalla Siria. Non sarà mai identificato.

L’UFO anglo-francese: Taranis

Taranis è stato progettato per la guerra asimmetrica e per il combattimento aria-aria ed aria-terra. Taranis ha completato con successo un volo di prova, registrato e pubblicizzato il 10 agosto del 2014 nel poligono militare di Woomera, nel sud dell’Australia. Ha volato per 15 minuti, compiendo manovre a varie quote ed a differenti velocità prima di atterrare. Una settimana dopo, il 17 agosto, è stato effettuato un altro volo di prova. La fase due dovrebbe essersi conclusa con altri quattro voli. Non si conoscono i dettagli della fase tre. Il programma (in realtà potrebbero essere due i Taranis operativi) costato ad oggi 350 milioni dollari, mira a sviluppare un velivolo a bassa osservabilità senza pilota per missioni C4ISTAR per la sorveglianza, la raccolta di informazioni e la guerra elettronica in territorio nemico. Le ali del Taranis presentano un elevato angolo di freccia positiva con un’apertura che misura 33 metri di larghezza. Secondo BAE Systems il Taranis è il non plus ultra dell’ingegneria e progettazione aeronautica. Nella seconda serie di voli di prova, gli operatori hanno valutato le capacità di guerra elettronica, i sistemi di comunicazione criptati, l’integrazione tra il motore e la firma del velivolo per eludere i rilevamenti radar. Taranis, nome del dio celtico del tuono, rientra nel programma anglo-francese noto come Future Combat Air System (FCAS). FCAS ha l’obiettivo di sviluppare un nuovo drone da combattimento stealth, con paesi membri che contribuiscono in parti uguali alla metà del bilancio del programma. Sappiamo che la maggior parte della tecnologia del drone è stata sviluppata in Inghilterra, ma diverse aziende americane, tra cui General Electric e il Gruppo Triumph, hanno progettato gran parte dei sistemi di volo. Il primo volo del Taranis si è svolto tra l’ottobre 2013 ed il marzo del 2014. Il drone ha dimostrato la sua capacità di rullare autonomamente verso la pista per il decollo, decollare e volare sino alla zona di destinazione. Taranis sarebbe quindi in grado di generare un piano di volo fino al bersaglio, individuarlo e ritornare alla base. Il velivolo inoltre ha compiuto una valutazione simulata dei danni arrecati al target prima di eseguire un atterraggio: il tutto senza l’intervento umano. L’investimento per il Taranis è coperto per il 30% dalla BAE e dal Ministero della Difesa britannico per il restante 70 per cento. Le informazioni sulle reali capacità del Taranis sono classificate, così come il numero delle missioni fino ad oggi compiute. E’ stato confermato solo un dato: tutti i voli della seconda e terza fase del dimostratore tecnologico sono stati condotti in configurazione stealth finale. La terza fase dovrebbe essersi svolta in Australia, la seconda in Europa.

L’UFO europeo: nEURON

Il nEUROn è il dimostratore tecnologico europeo per un UCAV sviluppato da un team industriale guidato da Dassault Aviation con la collaborazione di Finmeccanica-Alenia Aermacchi, Saab, Airbus Defence and Space, RUAG e HAI. La prima fase dei test di volo si è svolta dal dicembre del 2012 al settembre del 2015. nEUROn ha volato per 123 volte prima in Francia, poi in Italia ed, infine, in Svezia. Le sei nazioni che sostengono il programma sono Francia, Grecia, Italia, Spagna, Svezia e Svizzera. Dassault Aviation è il prime contractor con i subappaltatori Airbus Defence & Space per la Spagna, Alenia per l’Italia, Hellenic Aerospace Industry per la Grecia, RUAG per la Svizzera e Saab per la Svezia. Durante il rischieramento italiano presso la base dell’Aeronautica Militare di Decimomannu, in Sardegna, nEUROn ha svolto con successo 12 voli, a quote e profili differenti e contro minacce fisse e mobili, che avrebbero confermato la ridotta segnatura infrarossa della piattaforma. Il 6 luglio dello scorso anno si sono concluse le prime prove in mare del dimostratore tecnologico nEUROn. Il drone ha eseguito dei voli in formazione con i Rafale decollati dalla Charles de Gaulle. nEUROn ha eseguito dei voli radenti sopra il vettore, ma l’UCAV non è atterrato sulla portaerei francese a propulsione nucleare. Le prestazioni a bassa osservabilità della piattaforma contro nemici reali sono state valutate inizialmente nella Francia occidentale.

L’UFO della Cina: Lijian

Il primo UCAV della Cina noto come Lijian, Spada Affilata in cinese mandarino, si è aggiudicato il secondo premio al National Science and Technology Advancement Prizes. Realizzato dall’Aviation Industry Corporation of China e dalla Hongdu Aviation Industry Group, il Lijian è primo Unmanned Combat Aerial Vehicle realizzato fuori dalla Nato. Il suo primo volo pubblico risale al novembre del 2013. Durante i primi test, il dimostratore tecnologico era propulso da un singolo motore a reazione, probabilmente lo Shenyang WP7, copia del Tumansky R-11 russo costruito su licenza. Il nuovo motore dovrebbe essere un WS-13 senza postbruciatore (così da non comprometterebbe la bassa osservabilità all’infrarosso), progettato per equipaggiare il caccia di quinta generazione Shenyang J-31. Le ali presentano un elevato angolo di freccia positiva con un’apertura che dovrebbe essere di 14 metri, quindi inferiore a quella dell’X-47B da cui prende chiaramente ispirazione. L’UCAV è stato progettato per trasportare un carico utile di 4.400 chili nelle due stive ricavate all’interno della fusoliera, così da non inficiare la sezione equivalente radar. Una seconda versione avanzata è già in fase di test di volo. Il velivolo a bassa osservabilità senza pilota svolgerà missioni C4ISTAR, sorveglianza, raccolta di informazioni e guerra elettronica in territorio nemico: potrebbe entrare in servizio per il 2020. Il Lijian servirà inizialmente come gregario robotico (prevista anche la versione imbarcata UCAS, Unmanned Carrier Air System) in equipaggi misti, anche se è stato specificatamente progettato per ospitare un elevato grado di intelligenza artificiale. L’UCAV Lijian, oltre all’X-47B statunitense, trae ispirazione dal Taranis britannico e dal nEURON europeo.

I prossimi avvistamenti UFO: addio alle superfici di controllo

Lo scorso dicembre il drone stealth MAGMA dell’Università di Manchester e BAE Systems ha effettuato il suo primo volo. Simile all’RQ-170 Sentinel di Lockheed Martin o all’X-47B di Northrop Grumman, MAGMA ha una caratteristica fondamentale: non ha superfici di controllo. Il drone implementa la CCW o Circulation Control Wing e la FTV o Fluidic Thrust Vectoring. MAGMA non possiede alettoni o flap (che riflettono le onde radar). La CCW agisce aumentando la velocità del flusso d’aria sul bordo anteriore e posteriore di un’ala di aereo appositamente progettata utilizzando getti di aria ad alta pressione. Grazie alla CCW si elimina la necessità di superfici mobili per dirigere il flusso d’aria. Nel frattempo la FTV utilizza getti d’aria per cambiare la direzione dello scarico dei motori così da consentire il cambio di direzione. Senza le superficie di controllo mobili, i velivoli sarebbero intrinsecamente più aerodinamici, affidabili, manovrabili e veloci degli attuali aeromobili. L’assenza delle complesse linee di controllo potrebbe rivoluzionare la progettazione dei velivoli militari stealth, tuttavia l’impiego operativo per tali tecnologie è ancora lontano. Ad esempio MAGMA è un in grado di effettuare manovre ad alto numero di G, ma non è stato progettato su un sistema di backup per sopperire alla possibile interruzione della pressione dell’aria.

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Updated: 13 marzo 2018 — 12:24
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