“Troppi diritti”, Barbano al San Carlo



L’ipertrofia dei diritti come causa del declino italiano: è questa la lucida diagnosi di Alessandro Barbano nel volume “Troppi diritti”. Si tratta di un virus che ha infiltrato il discorso pubblico e da decenni blocca ogni tentativo della politica e della società di riscattarsi. È ciò che si definisce dirittismo, malattia che esibisce un sintomo ormai sotto gli occhi di tutti: la crisi della delega, ossia la rinuncia a qualsiasi mediazione tra gli interessi di uno o di pochi e quelli di tutto il corpo sociale.

È accaduto nel campo politico, dove il dirittismo si è tradotto in aperta diffidenza nella classe dirigente e nel diffuso astensionismo; nel campo del sapere, dove manca il criterio della meritocrazia; e nella sanità, dove vale per tutti l’esempio del movimento contro i vaccini. E, altrettanto grave, è accaduto nel campo dei media, dove strumenti come Internet, Facebook, Twitter hanno scalzato la mediazione della carta stampata, stravolgendo spesso il messaggio veicolato.  La combinazione di diritti e tecnica si è così tramutata in un fattore di indebolimento e disgregazione della stessa democrazia.

Del viaggio di Barbano nel pensiero di un Paese tradito dalla libertà, in cui nessuna élite ha più il coraggio di dire il vero e di fare i conti con minoranze organizzate sotto la bandiera dei diritti acquisiti, si parlerà venerdì, nel foyer del Teatro San Carlo, alle 17. Dopo i saluti di Lucio d’Alessandro, Gaetano Manfredi e Marco Salvatore, con Barbano dibatteranno il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, il presidente del Csm Giovanni Legnini, i filosofi Massimo Adinolfi e Biagio De Giovanni e Serena Sileoni, vicedirettore generale dell’istituto Bruno Leoni. Modera Paolo Graldi.


Mercoledì 16 Maggio 2018, 15:45 – Ultimo aggiornamento: 16-05-2018 15:45
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Updated: 16 maggio 2018 — 16:19
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