Telefonata Putin-Trump "Incontro al più presto" E Mosca "lega" Telegram



Donald si congratula con lo zar. La Russia contro l’app: «Dateci i codici degli utenti»

E finalmente la telefonata a lungo attesa è arrivata. Vladimir Putin e Donald Trump si sono parlati. Un gesto che prima di tutto è servito a placare le polemiche, l’attesa e i media che già ricamavano per la telefonata dalla Casa Bianca che non arrivava, il Cremlino che un po’ acido replicava: «dormiremo comunque sonni tranquilli». Ma intanto il silenzio si faceva ingombrante. Ieri i leader si sono finalmente parlati e il presidente Donald Trump si è congratulato con lo zar. «Credo che probabilmente vedrò il presidente Putin in un futuro non troppo distante», ha detto il presidente Usa parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Una conversazione «con toni pragmatici, dedicata al superamento dei problemi accumulati nelle relazioni bilaterali», ci tengono a far sapere dal Cremlino. Tanti gli argomenti sul tavolo. Hanno discusso la possibilità di un possibile faccia a faccia come ha detto il Cremlino dopo il colloquio telefonico tra i due presidenti.

Putin e Trump vogliono «incrementare i rapporti bilaterali, anche alla luce dei cambiamenti ai vertici del Dipartimento di Stato», riferisce il servizio stampa del Cremlino, sottolineando (ancora una volta) che il presidente Usa ha chiamato il collega russo «per congratularsi della sua vittoria alle presidenziali» di domenica. Secondo il Cremlino i due leader hanno discusso la possibilità di un «futuro incontro», nonostante le tensioni per il Russiagate e le nuove sanzioni varate dagli Usa. Il portavoce Peskov ha fatto sapere che i due leader non hanno discusso del caso dell’ex spia russa avvelenata in Inghilterra, per il quale Trump si è schierato con la Gran Bretagna, ipotizzando che nella vicenda ci sia lo «zampino» della Russia.

Nel corso della conversazione i due leader hanno anche parlato di Siria e Ucraina, notando la «necessità di compiere progressi» per la soluzione di entrambi i dossier e hanno espresso «soddisfazione per un certo calo di tensione sulla penisola coreana». Su questo punto, continua il Cremlino, «è stata sottolineata l’opportunità di continuare a compiere sforzi per risolvere la situazione con mezzi pacifici e diplomatici» precisa il comunicato. «È stato manifestato interesse alla riattivazione della cooperazione economica», fa sapere il Cremlino in una nota, sottolineando che il tema del settore energetico «è stato affrontato a parte».

E intanto un altro caso scoppia in Russia. L’ente federale per il controllo dei media, Roskomnadzor, ha avvertito formalmente il servizio di messaggistica Telegram, app creata da Pavel Durov da sempre paladino della tutela della privacy degli utenti, che se non adempierà, entro 15 giorni, alla richiesta dei servizi di sicurezza di fornire i codici per decrittare i messaggi di tutti i suoi utenti, rischia il blocco sul territorio nazionale. L’avvertimento arriva dopo il pronunciamento della Corte Suprema che ha respinto il ricorso di Telegram, – contro la richiesta dell’Fsb, ritenuta dai giudici non lesiva del diritto riconosciuto alla riservatezza. Il servizio di messaggistica ha fatto sapere che farà appello contro la decisione della Corte Suprema, ribadendo che non cederà mai alle autorità russe le comunicazioni dei sui clienti. L’Fsb ha ordinato all’app di messaggistica di decodificare tutti i messaggi. La società di Durov ha rifiutato; è stata multata di 880.000 rubli (14.000 euro) e ha poi fatto appello alla Corte Suprema contro l’ordine del’Fsb.

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Updated: 21 marzo 2018 — 9:34
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