Sud ignorato, scoppia il caso: tra M5 e Lega è braccio di ferro Il miraggio del reddito minimo



L’esercizio era abbastanza semplice e in tanti lo hanno
fatto. È bastato prendere il contratto «per il governo
del cambiamento» di Lega e Movimento Cinque Stelle, avviare
il programma di ricerca per parole, scrivere Sud e attendere il
risultato: due sole citazioni. La prima, generica, riguardava
l’Europa nel suo complesso e la necessità di prestare
maggiore attenzione ai Paesi del Sud. La seconda riguardava invece
l’Ilva. Il Mezzogiorno, insomma, nell’ultimissima bozza
del contratto di governo era citato una ed una sola volta, a
proposito della riconversione (nei fatti chiusura) dello
stabilimento siderurgico di Taranto. Tanto è bastato per
accendere la miccia delle polemiche politiche, partite soprattutto
in considerazione che il Movimento Cinque Stelle nel Mezzogiorno ha
il suo principale serbatoio di voti. Il ministro per la coesione
territoriale, Claudio De Vincenti, ha accusato i due partiti di
ignorare il Sud. Tutto il centrodestra ha sparato a palle
incatenate. Da Giorgia Meloni fino a Mara Carfagna, le parole sono
state «tradimento». Un fuoco di fila che ha costretto
fonti del Movimento ad annunciare in fretta e furia che un capitolo
sarebbe stato aggiunto nella versione finale del contratto di
programma. Ma così non è stato, perché la
Lega, si è rifiutata, chiedendo «discontinuità
con il passato» e dicendosi contro «scelte
propagandistiche». Un ennesimo braccio di ferro tra i due
futuri “soci” di governo.

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Venerdì 18 Maggio 2018, 08:39
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Updated: 18 maggio 2018 — 9:07
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