Sub morti nelle acque di Ischia: tre istruttori verso il processo Il ritrovamento della piccola Lara



Un disperato tentativo di salvare la propria vita e quella della ragazzina rimasta impigliata in una grotta marina. È quanto emerge dalla richiesta di rinvio a giudizio a carico del titolare del diving center di Baia, dopo la tragedia dello scorso agosto in cui persero la vita Lara Scamardella (che aveva solo 13 anni) e il suo ex istruttore Antonio Emanato (che da un anno aveva il patentino scaduto). Inchiesta alla svolta, è stato il pm Francesca De Renzis (sotto il coordinamento dell’aggiunto Nunzio Fragliasso) a chiedere il rinvio a giudizio per tre persone: oltre all’istruttore e capo del diving center anche due suoi stretti collaboratori, che quel giorno organizzarono una escursione nelle acque della baia delle formiche.

Particolare agghiacciante: la piccola, che era alla sua terza uscita, venne trovata attaccata alle sue bombole e a quelle di Emanato, che cercò disperatamente di risalire a galla per chiedere aiuto. Un tentativo disperato e purtroppo drammaticamente inutile.


Martedì 17 Aprile 2018, 13:50 – Ultimo aggiornamento: 17-04-2018 13:50
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Updated: 17 aprile 2018 — 14:02
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