Sottomarino Usa nel Golfo di Napoli, de Magistris: «Il governo ci rispetti»



«Nel momento in cui noi diciamo che siamo un porto denuclearizzato la nostra posizione come città è ferma. Poi spetta gli altri tradurre concretamente in efficacia la nostra volontà. Ci auguriamo che il governo nazionale e gli altri governi di altri Paesi nel futuro si astengano dal far transitare o sostare anche solo in rada questo tipo di navi». Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ribadisce la sua posizione sulla presenza in rada lo scorso 20 marzo nel golfo di Napoli del sottomarino nucleare statunitense Uss John Warner, tra gli assetti americani che ha partecipato all’attacco missilistico in Siria. Il giorno dopo la risposta della Capitaneria di Porto, che ieri in una nota aveva chiarito di non avere competenza sulla sosta e il transito di unità navali militari straniere, il primo cittadino si appella direttamente al governo italiano. «È chiaro che il nostro auspicio è che possa rispettare la nostra volontà – ha detto stamattina ai cronisti –  anche l’autorità marittima ha sottolineato che le nostre preoccupazioni sono condivisibili e comprensibili». L’ex pm ritiene che non ci sia «che questi sommergibili o sottomarini o portaerei con armi atomiche e a propulsione nucleare stiano nel cuore della città, a pochi chilometri da Ischia, Capri e Sorrento».  

Il sindaco vedrebbe Napoli come città apripista per un progetto di pace che veda tutti i porti del Mediterraneo denuclearizzati: «Siamo stati i primi anche in questo e siamo contenti di averlo fatto».

Secondo il primo cittadino non si tratta di prendere le parti di nessuno nella questione siriana, ma di lanciare un messaggio di «pacifismo dei fatti» da una città importante come Napoli: «Cerchiamo nel nostro piccolo di fare la nostra parte – ha sottolineato – non è che pensiamo di cambiare domani il mondo ma si comincia dai piccoli passi, Consociamo perfettamente i trattati di  cooperazione internazionale e i rapporti tra i governi, ma anche in questo siamo una città autonoma, una città diversa che non rinuncia ai propri diritti e alle proprie esigenze e ai propri sogni, cioè quello di vedere finalmente un Mediterraneo dove non si incrociano portaerei militari o missili nei cieli, ma c’è un incontro tra donne e uomini per la pace, lo scambio culturale, la fratellanza e la solidarietà».  


Martedì 17 Aprile 2018, 13:21 – Ultimo aggiornamento: 17-04-2018 13:23
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Updated: 17 aprile 2018 — 13:25
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