«Solo 16 anni a Lino Sibillo, questa sarebbe giustizia?»



«Quando ti ammazzano un figlio è come se ti
strappassero il cuore dal petto. Con la morte del nostro
primogenito per noi è finito tutto. Campiamo e proviamo ad
andare avanti solo perché ci sono altri tre ragazzi da
mantenere e da far crescere. La giustizia? Io ci credo ancora, mia
moglie non più: tra qualche giorno ci sarà la
sentenza in Corte d’Assise per l’omicidio di Luigi. Ma se
guardo al verdetto appena pronunciato in appello nei confronti di
Lino Sibillo, uno degli artefici della faida di Forcella, allora mi
cadono le braccia. Perché non si possono infliggere solo 16
anni a chi fu tra i promotori di quella mattanza».

Alle cinque della sera ci sono luoghi nei quali non arriva
più la luce. Nemmeno a maggio inoltrato, quando il sole
tramonta tardi; e neppure se abiti al secondo piano di un alloggio
comunale nel cuore del centro storico. Due vani, bagno e cucina a
due passi da via Carbonara: è qui – in trenta metri quadri –
che continuano a vivere Vincenzo ed Enza Galletta, i genitori di
Luigi, assassinato a soli 21 anni senza un perché; o meglio:
massacrato col piombo di una calibro 9×21 dal «diavolo»
in un caldo pomeriggio dell’estate del 2015, nel pieno della
faida scatenata dalla «paranza dei bambini» di
Forcella.

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO:

  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet

SCOPRI LA PROMO



Venerdì 18 Maggio 2018, 07:00 – Ultimo aggiornamento: 18-05-2018 07:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Vota questo articolo
Condividi sui social:
Updated: 18 maggio 2018 — 7:44
You Channel Video musicali, video divertenti "You Channel" © 2016 Copyright 2016