Siria, Nato sfida Assad e Putin: "Diano pieno accesso agli osservatori"



Il mondo a un passo da un nuovo conflitto in Siria. La Nato: “I responsabili dell’attacco a Douma devono pagare”. Ma Mosca: “Riflettete sulle conseguenze”

Resta altissima la tensione in Siria. In queste ore sono in corso consultazioni tra gli alleati della Nato su come rispondere al presunto attacco chimico a Douma. Durante una conferenza stampa a Bruxelles il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, ha chiesto al presidente Bashar al Assad e ai “suoi alleati”, Russia e Iran, di consentire agli osservatori l’accesso nelle zone colpite. Un’opzione che, a dispetto delle frettolose conclusioni del presidente francese Emmanuel Macron, che si è detto in possesso delle prove che “a Douma sono state usate armi chimiche”, allontanerebbe (anche se di poco) il conflitto.

I blocchi sono sempre più contrapposti. E, se il presidente Donald Trump non scioglie la riserva sui tempi e le modalità di risposta (“Mai detto quando avrebbe avuto luogo un attacco. Potrebbe essere molto presto oppure no”), la Russia ha esortato l’Occidente a “riflettere seriamente alle conseguenze delle minacce” di colpire la Siria come ritorsione per il presunto attacco chimico a Douma. Il presidente Vladimir Putin ha fatto capire chiaramente che vuole evitare una “escalation”. Tanto che ha aperto un canale di comunicazione con Washington per cercare di abbassare la tensione e si è appellato “a tutti i membri della comunità internazionale a riflettere seriamente alle conseguenze possibili di queste accuse, minacce e azioni pianificate”. Il ministero della Difesa russo, poi, ha chiesto al Pentagono di conoscere in anticipo le coordinate di un eventuale attacco missilistico, mentre la Marina di Mosca ha limitato la navigazione nell’area vicino alla costa della Siria.

Nonostante le mosse distensive messe in campo dal Cremlino, dal Vecchio Continente e dagli Stati Uniti arrivano segnali tutt’altro che incoraggianti. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg ha accusato apertamente la Russia e l’Iran di fornire “un forte sostegno al regime di Assad, che ha già usato le armi chimiche in passato” e li ha “sfidati” a concedere “l’accesso pieno e senza ostacoli agli osservatori internazionali”. La presenza di questi ultimi sul suolo siriano potrebbe allontanare (anche se di poco) un eventuale attacco americano in Siria. Durante la conferenza stampa nel quartier generale dell’Alleanza a Bruxelles, Stoltenberg ha comunque fatto sapere che “i responsabili” dell’attacco a Douma devono essere “chiamati a rispondere di ciò che hanno fatto”.

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Updated: 12 aprile 2018 — 19:44
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