Siria, i dubbi sul velivolo russo abbattuto



L’episodio dimostra che Mosca non è ancora disposta ad utilizzare l’S-400, sistema che certamente intensificherebbe le dinamiche del conflitto in Siria

L’idea che Israele abbia utilizzato l’Ilyushin Il-20M russo come copertura per il raid contro obiettivi nel governatorato costiero di Latakia non è inverosimile, ma è quantomeno discutibile. Quanto avvenuto poche ore fa nella Siria occidentale dimostra ancora una volta e se mai ce ne fosse bisogno la pericolosità di un contesto dove sono presenti diverse forze militari che operano in prossimità.

Siria: Le due versioni sull’incidente

Russia: “Azioni irresponsabili”

Secondo il Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, l’Il-20 sarebbe stato utilizzato come copertura dai caccia israeliani durante il raid di lunedì notte. La piattaforma russa è stata abbattuta dalla difesa aerea siriana, ma per Mosca Israele è responsabile del tragico episodio.

Si legge nella nota del Ministero della Difesa russo

“I caccia israeliani hanno deliberatamente creato una situazione pericolosa per le navi e gli aerei nell’area. Di conseguenza l’IL-20, la cui superficie riflettente effettiva è maggiore a quella di un F-16, è stato utilizzato come una copertura. Il sistema antiaereo SA-5 ha scambiato l’Il-20 per un bersaglio poiché era un oggetto più grande di un F-16. Israele ha deliberatamente portato a termine questa provocazione nonostante fosse a conoscenza della presenza dell’aereo russo mentre era in fase di discesa ad un’altitudine di 5 km. Le forze russe non sono state inoltre avvertite tramite i parametri di deconfliction attivati tra Mosca e Gerusalemme fino ad un minuto prima del raid. Ciò non è assolutamente in linea con lo spirito del partenariato russo-israeliano, ci riserviamo il diritto ad una risposta adeguata”.

Mosca avrebbe inoltre rilevato il lancio di un missile dalla fregata missilistica Auvergne della classe Aquitaine o FREMM, in posizione al largo della Siria. La Auvergne è armata con missili Scalp Naval o Missile de croisière naval (MdCN) e sedici missili terra-aria Aster 15. Secondo la versione ufficiale di Parigi, la Auvergne non ha lanciato alcun missile contro la Siria.

La lucidità di Vladimir Putin

Il Presidente Validimir Putin, intervenuto poche ore dopo le dichiarazioni del Ministro della Difesa Shoigu, ha respinto complotti e cospirazioni

“Una serie di tragiche circostanze hanno portato alla perdita dei 14 membri dell’equipaggio a bordo del velivolo abbattuto. Rafforzeremo la sicurezza dei militari e delle installazioni in Siria. Saranno misure che tutti vedranno”.

Siria: La versione di Israele

“Lunedì notte, piattaforme da combattimento dell’IAF hanno colpito una struttura delle forze armate siriane dove si fabbricavano armi precise e letali per conto dell’Iran e Hezbollah. La piattaforma Il-20 in volo sul Mediterraneo orientale è stato abbattuta a 35 km dalla costa della Siria dall’indiscriminato fuoco di sbarramento attivato per intercettare i missili in arrivo”.

Secondo Israele si sarebbe trattato di fuoco amico.

“Israele esprime profondo dolore per l’incidente e la perdita dei 14 membri a bordo del velivolo, ma i veri responsabili sono il regime di Bashar Al Assad, l’Iran ed il gruppo militante libanese Hezbollah. Secondo l’indagine preliminare dell’aeronautica israeliana, l’aereo russo non si trovava nell’area delle operazioni: quando è stato colpito tutti i gli F-16 che hanno preso parte all’operazione erano già nel già all’interno dello spazio aereo israeliano. Le batterie antiaeree siriane hanno sparato indiscriminatamente e da quello che abbiamo capito non si sono preoccupati di assicurarsi che nessun aereo russo fosse nell’aria. L’IAF condividerà con i russi qualsiasi altro dettaglio pertinente per sostenere la propria inchiesta su ciò che è accaduto esattamente”. L’Aeronautica israeliana afferma infine di aver notificato l’attacco al Cremlino, non fornendo dati sulla tempistica dell’avvertimento.

Pompeo: “Trovare soluzioni permanenti”

“Gli Stati Uniti esprimono profondo dolore per la morte dell’equipaggio dell’aereo russo che è stato abbattuto dal fuoco antiaereo del regime siriano. Lo sfortunato incidente ci ricorda la necessità di trovare soluzioni permanenti, pacifiche e politiche ai molti conflitti sovrapposti nella regione e per il pericolo di tragici errori di calcolo nell’affollato teatro siriano”. E’ quanto ha dichiarato il Segretario di Stato americano Mike Pompeo.

Russia: Ilyushin Il-20M

L’aereo da ricognizione e da guerra elettronica Ilyushin Il-20M (codice identificativo Nato Coot), è la versione militare dell’aereo di linea Il-18D. Propulso da quattro motori a turboelica, trasporta un equipaggio di quindici unità. È stato progettato per la raccolta di informazioni di intelligence grazie alle sue caratteristiche distintive come il pod SLAR (Side-Looking Airborne Radar) Igla-1 sotto la fusoliera anteriore e gli alloggiamenti per le videocamere A-87P LOROP. La piattaforma ELINT è equipaggiata con il sistema sigint Romb-4 per la raccolta delle informazioni elettroniche. Le due antenne che sporgono dalla parte superiore della fusoliera fanno parte del sistema Vishnaya per la raccolta delle informazioni sulle comunicazioni ed il monitoraggio delle trasmissioni radio. Le analisi sulle emissioni radar, infine, sono affidate al sistema Kvadrat-2.

La missione dell’ Ilyushin Il-20M

Al momento dell’attacco israeliano, la piattaforma Il-20M aveva concluso la sua missione sul Mediterraneo orientale. Verosimilmente gli obiettivi del Coot erano le emissioni dei radar e le trasmissioni radio delle navi da guerra della Nato nell’area.

Siria: I dubbi sul velivolo russo abbattuto

Tale analisi si basa soltanto sui dati parziali diramati da Israele e Russia

Volando a bassa quota dal Mediterraneo, gli F-16 israeliani dovrebbero aver lanciato asset stand-off contro obiettivi nel governatorato costiero di Latakia, in Siria. Con il termine Stand-off si identificano i sistemi d’arma lanciati da una distanza di sicurezza cosi da garantire ai piloti di eludere il range difensivo dell’area bersaglio. Sistemi con capacità man-in-the-loop richiedono invece una connessione con i piloti (che si traduce in permanenza nell’area) mentre i missili si dirigono verso i loro obiettivi. Gli F-16I Soufa non si sono mai spinti in territorio nemico. Se gli F-16I avessero utilizzato la piattaforma russa come copertura ed esca, ciò avrebbe richiesto una cooperazione tra la formazione israeliana ed il Coot. Secondo l’indagine preliminare dell’aeronautica israeliana, l’aereo russo non si trovava nell’area delle operazioni. Quando è stato colpito, tutti i gli F-16I che hanno preso parte all’operazione volavano già all’interno dello spazio aereo israeliano. L’aereo di sorveglianza russo è stato colpito da S-200/SA-5 Gammon. Il Coot è stato ritenuto un facile quanto immediato bersaglio da agganciare dalla contraerea siriana a causa della sua sezione radar equivalente. Si sarebbe trattato anche dell’unico bersaglio, considerando che gli F-16I non sono mai stati nel range degli S-200 siriani. Secondo Israele le difese aeree siriane si sarebbero attivate soltanto dopo aver ricevuto l’ondata missilistica. L’errata identificazione delle difese aeree non è inusuale. L’unico bersaglio identificato, non discriminato e chiaramente nel range degli S-200, potrebbe essere stato il solo velivolo russo.

La questione IFF

Resterà irrisolta la questione IFF. L’identificazione amico o nemico avviene tramite un sistema elettronico di riconoscimento. L’IFF interroga il bersaglio, identificandolo. Il sistema automatico di riconoscimento amico-nemico è stato progettato proprio per evitare incidenti come quello di lunedì scorso. Gli S-200 di fabbricazione russa avrebbero dovuto riconoscere il Coot, identificandolo come “amico” grazie all’eco di ritorno memorizzato. Appare evidente che il sistema di difesa a terra o l’Ilyushin Il-20M avessero spento l’IFF.

La questione S-400

Dal novembre del 2015, Mosca schiera una flottiglia operativa anche a ridosso del porto di Tartus, in Siria. Oggi Tartus è protetta dalle unità in rotazione della Flotta del Mediterraneo e della Flotta del Mar Nero. Durante le prime fasi dell’intervento in Siria, Mosca schierava in rotazione un incrociatore missilistico classe Slava che conferiva una copertura di 150 km a 360 gradi. La Marshal Ustinov schierata in Siria è la prima Slava modernizzata poiché equipaggiata con celle di lancio per missili da crociera Kalibr (SS-N-27 Sizzler) e sistemi P-800 Oniks/ Yakhont (SS-N-26 Strobile). Da rilevare che la Marshal Ustinov ha ricevuto il nuovo radar Podberyozovik per l’acquisizione dei bersaglio a lungo raggio. La classe Slava è stata progettata in ruolo carrier killer in supporto alle Kirov. La Marina russa gestisce tre incrociatori missilistici classe Slava: la Moskva è inquadrata nella Flotta del Mar Nero, la Varyag nella Flotta del Pacifico e la Marshal Ustinov nella Flotta del Nord. Solitamente una carrier killer classe Slava ricopre il ruolo di ammiraglia della Flotta del Mediterraneo, subentrando in rotazione alle Admiral Grigorovich. Le Slava cedono il ruolo di ammiraglia della flotta solo in presenza della portaerei Admiral Kuznetsov e dell’incrociatore lanciamissili pesante a propulsione nucleare Pyotr Veliky della classe Kirov. Ogni incrociatore classe Slava è armato con 64 missili terra aria S-300 PMU-1/2 di ultima generazione, in grado di abbattere sia caccia che missili balistici.

A 77 km di distanza dal porto di Tartus si trova la base di Hmeymim con una doppia linea di difesa strategica mobile ed interconnessa. L’S-300/S-350 è ritenuto letale contro tutti i caccia di quarta generazione e, comunque, contro tutti i vettori non dotati di tecnologia stealth. La versione S-400, invece, è stata progettata proprio per intercettare le minacce stealth occidentali. L’S-400 Triumph (denominazione NATO SA-21 Growler) è un sistema missilistico antiaereo russo progettato per distruggere tutti gli obiettivi aerospaziali moderni ed avanzati ad una distanza massima di 400 chilometri (248,5 miglia), una gittata praticamente doppia al MIM-104 Patriot americano. In Siria, la Russia mantiene un raggio di copertura di circa 500 km a 360 gradi.

La scelta di Mosca

Considerando la vicinanza tra gli obiettivi colpiti e la base di Hmeymim, lo sciame missilistico israeliano è stato certamente monitorato dalla linea difensiva russa. L’episodio dimostra che Mosca non è disposta (ancora) ad utilizzare l’S-400, sistema che certamente intensificherebbe le dinamiche del conflitto. Da rilevare che i sistemi di difesa aerea russi in Siria sono schierati ad esclusiva protezione delle strutture e dei militari di Mosca. Attaccare una base russa significherebbe solo guerra termonucleare.

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Updated: 19 settembre 2018 — 14:54
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