Ricognitori in volo da Sigonella: gli americani sorvolano le basi siriane



Pattugliatori antisom e droni decollano a ritmo costante da Sigonella alla volta della Siria. Da creta Creta si alzano velivoli di spionaggio e ricognizione elettronica

Nelle ultime ore sette aerei da pattugliamento marittimo della Marina Militare degli Stati Uniti sono decollati da Sigonella, in Sicilia e dalla baia di Suda, a Creta, alla volta della costa della Siria. I tracciati di volo confermano che nelle ultime ore da Sigonella sono decollati alla volta della costa siriana sei pattugliatori antisom P-8A Poseidon del Patrol Squadron 16 con numeri identificativi 168439, 168998, 168849, 168431, 168433 e 168858. Essenziale architettura del dominio marittimo statunitense, il P-A Poseidon è costruito sul telaio del Boeing 737-800. L’aereo da pattugliamento marittimo è progettato per svolgere missioni di ricognizione, sorveglianza ed antisom. Questa notte anche un drone RQ-4B (numero identificativo10-2043, solitamente destinato all’Ucraina) è decollato da Sigonella alla volta della costa siriana. Diversi, infine, i voli effettuati nelle ultime ore al largo della Siria dalla piattaforma da spionaggio e ricognizione elettronica EP-3E Aries II (numero identificativo 157326) che decolla dalla US Naval Support Activity Souda Bay, nella costa nordoccidentale dell’isola di Creta.

Queste non sono informazioni classificate, ma pubblicamente disponibili sulla rete. Le applicazioni per la localizzazione dei velivoli sono facili da usare e molto diffuse. Le forze armate di tutto il mondo dovrebbero aver già predisposto da tempo dei provvedimenti per mitigare i rischi alla sicurezza associati alla trasmissione dei dati di volo.

Sigonella: Imagery Intelligence e Battlefield Airborne Communications Node

Fin dal 2011, i droni Global Hawk decollano da Sigonella in operazioni Imagery Intelligence e Battlefield Airborne Communications Node. L’AGS di Sigonella è composto da due segmenti: quello aereo basato sulla piattaforma robotica Hale, High-Altitude Long-Endurance Unmanned Aircraft System, Globak Hawk RQ-4 Block 40 e quello a terra a cui è demandata sia la capacità di controllo della missione che l’analisi, distribuzione ed archiviazione dei dati. Sigonella ospita sia il MOS o Mission Operation Support che l’Air Vehicle Missions Command and Control (AVMC2), compreso l’intero apparato logistico. Il segmento aereo del programma AGS si basa sul drone RQ-4, in grado di volare ad altitudini massime di 60.000 piedi per più di 32 ore a velocità prossime ai 340 nodi, ben al di sopra dello spazio aereo occupato dal traffico commerciale. L’RQ-4 può operare a duemila miglia nautiche dalla sua base operativa principale. E’ ritenuta la migliore piattaforma robotica esistente per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione in grado di sorvegliare in un solo giorno centomila chilometri quadrati di terreno. Il radar ad apertura sintetica ad alta definizione MP-RTIP, è in grado di rilevare e tracciare ogni oggetto a terra e missili da crociera a bassa quota.

Media russi: “Ricognitori USA vicino le nostre basi in Siria”

Nella lotta antisommergibile nel Mediterraneo e nel Nord Atlantico, la US Navy utilizza i vettori con capacità Elint, Electronic signals intelligence, schierati in turnazione in quella che è definita Hub of the Med. Sigonella, in Sicilia, ospita permanentemente una forza di pattugliamento marittimo in rotazione semestrale per monitorare il movimento navale russo nel Mediterraneo. E’ plausibile che i pattugliatori statunitensi stiano attenzionando il centro logistico di Tartus, ma quei particolari profili di volo sono certamente mirati, con prevalenza data alla ricerca subacquea. Quelle piattaforme cercano qualcosa in mare che potrebbero non aver ancora identificato.

Le basi russe in Siria

Il centro logistico di Tartus

Il centro logistico di Tartus raggiungerà lo status di base navale entro il prossimo anno. Nel nuovo spazio di ancoraggio ricavato nel porto potranno attraccare fino a undici unità russe, comprese quelle a propulsione nucleare. L’avamposto ha mantenuto una piccola struttura di manutenzione e supporto navale fin dal 1977. Dopo i lavori di adeguamento, la base di Tartus sarà in grado di ospitare la portaerei Admiral Kuznetsov, i principali vettori da battaglia della Marina come le unità classe Kirov ed i sottomarini classe Yasen, forse anche i Borei. L’espansione di Tartus consentirà a Mosca di potenziare la task force navale permanente nel Mediterraneo, attivata nel dicembre del 2012, ed estendere la sua presenza nella regione. L’accordo con Damasco per Tartus, a differenza di quanto avvenuto per Hmeimim, prevede una concessione di 49 anni e si proroga automaticamente per altri 25 a meno che una delle due parti, dodici mesi prima la scadenza naturale, non intenda rinunciare comunicando la decisione tramite canali diplomatici.

La base aerea di Hmeimim

A 77 km di distanza dal porto di Tartus si trova la base aerea di Hmeimim, ceduta alla Russia a tempo indeterminato e su base pro bono. La base non ospiterà bombardieri strategici né armi nucleari. Tutti i sistemi di difesa aerea russi in Siria sono schierati ad esclusiva protezione delle strutture e dei militari di Mosca.

Perchè le missioni di ricognizione sono visibili sulla rete?

Durante le fasi iniziali della guerra in Libia alcuni aerei della coalizione volarono con i trasponder accesi: furono ovviamente rilevati per l’intera durata della loro missione.

Il profilo di volo per i velivoli militari in missione imporrebbe un basso profilo con alcuni accorgimenti come, ad esempio, il transponder spento ed il silenzio radio con il controllo ATC. In linea di principio i velivoli a cui è demandata la ricognizione persistente non dovrebbero essere rilevabili. Tuttavia parliamo di piattaforme strategiche chiaramente visibili dalle griglie di difesa standard, senza accorgimenti per ridurre la firma radar come avviene ad esempio sui sistemi RQ-180 e RQ-170 Sentinel. Gli RC-135 statunitensi, i Tu-214R russi, i Gulfstream IV che decollano da Trapani così come i Beech B350 dell’USAF da Pantelleria alla volta della Libia (area di Tripoli e Tobruk) volano con il transponder acceso. Stessa cosa per i Poseidon P-8A per missioni nel Mediterraneo ed i Dornier C-146A diretti in Tunisia che decollano da Sigonella, gli E-3A AWACS da Trapani e così via. Anche i droni RQ-4 Global Hawk che decollano da Sigonella per missioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) a ridosso del territorio russo volano con il transponder attivato.

La maggior parte degli aerei di linea ed aziendali sono tracciabili, ma anche i velivoli militari sono dotati di transponder con capacità ADS-B.

Il tracciamento ed il tracking dei target

Per le missioni ombra i transponder dovrebbero essere spenti così da non svelare la posizione del velivolo e la natura della stessa operazione ad una potenziale minaccia. Stranamente le operazioni segrete dei reparti speciali Usa che decollano dalla Sicilia e da Pantelleria sono regolarmente monitorate online.

I transponder ADS-B (sistema di sorveglianza cooperativa) trasmettono sulla frequenza di 1090 MHz il segnale radio, la posizione calcolata dal GPS, l’altitudine e la traiettoria di volo alle stazioni terrestri del controllo del traffico aereo, consentendo un tracciamento preciso in tempo reale (lo scarto è in realtà di qualche secondo). I transponder Modo S trasmettono periodicamente via data link ed in maniera broadcast tutte le informazioni necessarie per localizzare un target. Dietro richiesta ufficiale, Flightradar24 rimuove dal traffico aereo rilevato i velivoli segnalati. Ciò non impedisce ad altri ricevitori o servizi web di raccogliere le informazioni. L’unica vera contromisura è spegnere il transponder così da non svelare la posizione del velivolo ad una potenziale minaccia. La tecnica della multilaterazione (MLAT) utilizza il TDOA o Time Difference of Arrival. Il target viene localizzato tramite le differenze dei tempi di arrivo del segnale emesso a più stazioni riceventi. Allineando più sensori si incrementa la precisione della localizzazione.

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Updated: 13 aprile 2018 — 15:30
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