Richard Shaver e la deriva pseudoscientifica della fantascienza


Capita ancora che qualcuno confonda la fantascienza con ufologia e altre pseudoscienze; ma molto difficilmente gli appassionati del genere fanno questo errore. Il concetto, in realtà, è abbastanza semplice, e consiste nel saper distinguere la realtà dalla finzione. Chi si interessa di fantascienza non ha problemi a leggere storie che parlano di alieni, poteri psichici paranormali o continenti scomparsi. I problemi nascono quando qualcuno sostiene di aver avuto contatti diretti con gli alieni, di poter leggere il pensiero o che il continente scomparso sia esistito davvero.

Proprio da un continente scomparso parte la vicenda raccontata nel libro Lo strano caso di Richard Sharpe Shaver di Claudio Foti, edito da 73mm nella collana Weird Tales. Richard Shaver cominciò a pubblicare sulla rivista Amazing Stories, nel 1945, racconti di vicende che sosteneva di aver vissuto realmente nel continente perduto di Lemuria.

Lemuria è un continente immaginario, ipotizzato dal zoologo Philip Sclater a metà dell’ottocento, quando osservando che esistevano speci simili di lemuri in Madagascar e India suppose che l’isola africana e il subcontinente asiatico fossero stati in passato collegati da un continente poi sprofondato nell’Oceano Indiano.

Continenti immaginari nella fantascienza ce ne sono stati tanti. Il problema qui nasceva dal fatto che quelle di Shaver non erano presentate come fiction, ma come esperienze reali. Sotto la guida di Ray Palmer, che aveva “scoperto” e dato spazio a Shaver, Amazing Stories deviò sempre di più verso la pseudoscienza, concedendo a Shaver sempre più spazio, finché nel 1949 l’editore cacciò Palmer sostituendolo con Howard Browne, che per prima cosa assicurò che non avrebbero più lasciato dei pazzi a dirigere la rivista.

Il libro

La storia di un uomo che ha incendiato e diviso l’America con i suoi racconti di fantascienza. Per la prima volta in Italia un libro che affronta il “mistero” che avvolge la vita e la produzione letteraria di Richard S. Shaver. Negli anni Quaranta le sue opere pubblicate sulla rivista Amazing Stories, ebbero un tale successo da trasformarlo in un fenomeno editoriale senza precedenti, che all’epoca gli diede una fama maggiore a quella di altri illustri colleghi come H.P. Lovecraft o Robert E. Howard.

Quelli di Shaver non erano solo racconti “disturbanti”, ma esperienze reali. Lo scrittore statunitense affermava infatti di essere entrato in contatto con entità superiori che gli avevano rivelato la verità sulla razza umana, da secoli soggiogata al potere di una popolazione “aliena” che vive nel sottosuolo. Troppi lettori cominciarono a credere in quegli scritti, fino a quando intervenne addirittura il governo degli Stati Uniti che decise di proibire i romanzi di Shaver nel timore che provocassero gravi disordini nella popolazione.

Questa è la strana storia di un mistero mai risolto. Una storia weird affollata di Titani, civiltà extraterresti ed enigmatiche vicende.

Il libro contiene il romanzo d’esordio Ricordo Lemuria, tradotto per la prima volta in italiano.

Claudio Foti, Lo strano caso di Richard Sharpe Shaver
, Weird Tales, 73MM, 220 pagg. 24,90 euro.

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Updated: 12 marzo 2018 — 0:00
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