Procida, massacrata perde il bimbo: Federica già picchiata altre volte


Procida. Era già accaduto altre volte. Il compagno aveva
manifestato atteggiamenti violenti nei suoi confronti. La
picchiava. Giovedì pomeriggio l’ennesima lite con un
finale agghiacciante: l’aborto della bimba che portava in
grembo da venti settimane. Procida, isola quieta e tranquilla,
è scossa da questa storia di violenza e dolore. Federica
Nuovo, 38 anni, giovane donna di Quarto che da qualche tempo
conviveva con Gaetano De Santis, un quarantacinquenne isolano,
giovedì pomeriggio ha chiesto soccorso al 112. La pattuglia
dei carabinieri della stazione isolana, coordinata dal capitano
della compagnia Andrea Centrella, ci ha messo poco ad arrivare
nell’abitazione in via Giovanni da Procida.

I militari hanno trovato la donna, incinta di quattro mesi,
prostrata e sofferente, che accusava violenti dolori addominali.
L’ambulanza prontamente allertata ha provveduto a trasportarla
presso il presidio sanitario procidano dove i medici hanno
constatato l’interruzione della gravidanza. Poi, per evitare
complicazioni sempre possibili in questi casi, la donna è
stata trasferita con l’idroambulanza della Capitaneria di Porto
nel più attrezzato ospedale Santa Maria delle Grazie a
Pozzuoli. Qui Federica ha dovuto sottostare all’intervento di
asportazione del feto, sul quale sarà eseguito l’esame
autoptico disposto dall’autorità giudiziaria.
Sarà necessario capire se la morte del feto sia
effettivamente avvenuta in seguito all’ultima aggressione o,
come sembrerebbe, già da alcuni giorni. Il clima di
violenze, in ogni caso, almeno secondo quanto raccontato dalla
giovane era continuo.

Nel tardo pomeriggio di giovedì, mentre Federica veniva
soccorsa e ricoverata, i carabinieri hanno provveduto prima al
fermo e poi all’arresto del compagno. L’uomo è stato
trasferito presso il carcere di Poggioreale a disposizione
dell’autorità giudiziaria, in attesa
dell’interrogatorio del gip per la convalida del provvedimento.
De Santis è accusato di maltrattamenti in famiglia e
procurata interruzione di gravidanza. La donna ha infatti
dichiarato ai militari che già in passato era stata
sottoposta a ripetuti maltrattamenti da parte del compagno (era
solito colpirla con spintoni e violente tirate di capelli, ha
raccontato), ma non aveva mai provveduto a denunciare le violenze
anche per amore della creatura con lui concepita che portava in
grembo. L’ennesima aggressione di giovedì scorso le ha
dato la forza e il coraggio per farlo. Purtroppo per la loro bimba
troppo tardi.

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Sabato 14 Aprile 2018, 08:28 – Ultimo aggiornamento: 14-04-2018 08:28
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Updated: 14 aprile 2018 — 8:38
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