Per le autorità turche "il Bitcoin non è compatibile con l'islam"



“Non è abbastanza regolato. Può essere utilizzato per il riciclaggio di denaro”

Con un ultimo balzo in avanti dl 10% il valore del Bitcoin è salito di nuovo, fino a superare quella fatidica cifra di 10mila dollari che gli analisti avevano già previsto. Uno scatto che contribuisce a far sì che la criptovaluta sia una delle storie finanziarie più importanti dell’anno, grazie a una crescita che l’ha portata da mille a diecimila dollari nel giro di undici mesi.

Ma il Bitcoin non piace a tutti allo stesso modo e specialmente non piace al Diyanet, l’organo costituzionale che in Turchia si occupa degli Affari religiosi e che rispondendo ai dubbi di alcuni cittadini sulla liceità degli investimenti in criptovaluta ha emesso ieri un suo giudizio, chiarendo che “a questo punto” non è compatibile con l’islam.

La ragione è di natura finanziaria, più che religiosa. Il Bitcoin, sostiene il Diyanet, non è sottoposto a nessuna autorità centrale né garantito da uno Stato o un’istituzione finanziaria. Ragion per cui è estremamente volatile.

Dall’altra parte la preoccupazione dell’autorità religiosa è anche un’altra. “Per il fatto che la valutazione del Bitcoin è aperto a speculazioni, possono essere utilizzati facilmente in attività illecite come il riciclaggio di denaro e non sono sotto il controllo e la sorveglianza dello Stato”, sostiene il Diyanet.

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Updated: 29 novembre 2017 — 17:34

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