Nico, dall’autopsia verdetto choc «Sostanze chimiche nel sangue»



Potrebbe non essere stato l’alcol a creare uno stato di forte
agitazione in Nico Marra, il ragazzo morto la notte di Pasqua a
Positano cadendo in un dirupo dopo una serata in discoteca. O
almeno potrebbe non essere stato solo l’alcol. I risultati
ufficiali dell’autopsia eseguita dal professore Pietro
Tarsitano della Federico II e dalla tossicologa Pascale Basilicata
saranno consegnati nelle mani del procuratore aggiunto Luigi
Alberto Cannavale della procura di Salerno non prima di altri sette
giorni. Uno slittamento nella consegna delle perizie reso
necessario da un qualcosa che sarebbe emerso dalle analisi e che
avrebbe indotto i due esperti ad ulteriori approfondimenti. I
risultati (non ancora ufficiali) evidenzierebbero la presenza, nel
sangue di Nico, di sostanze chimiche non ancora tipizzate.

Insomma, sostanze che necessitano di ulteriori approfondimenti per
capire di cosa si tratti e quali effetti potrebbero aver avuto
sulle condizioni psicofisiche del ragazzo. Secondo quanto accertato
finora ci sarebbero tracce di alcol nel suo corpo ma non in grandi
quantità: Nico aveva bevuto ma, probabilmente, non era tanto
ubriaco come hanno tutti voluto far credere. Sicuramente,
però, l’alcol potrebbe aver amplificato
l’effetto di queste sostanze che devono ora essere ben
qualificate. Insomma, si procede con cautela e con tutte le
attenzioni del caso. 

Intanto gli inquirenti attendono proprio le relazioni dei due
periti per colmare alcune lacune della drammatica storia e dare
così un senso al comportamento del ragazzo. Ci sarebbero
difatti dei punti ancora oscuri nella vicenda, soprattutto rispetto
a quanto accaduto all’interno della discoteca e del gruppo di
amici di Nico. Punti oscuri sui quali chiedono chiarezza anche i
genitori del ragazzo. È stato proprio il legale della
famiglia, l’avvocato Mario Carnielli, nel giorno dei
funerali, a stupirsi del comportamento del giovane: «Lui era
un fifone – ha osservato – non si sarebbe mai allontanato da solo e
con il buio. Ecco perché noi siamo convinti che sia accaduto
qualcosa prima… all’interno della discoteca». Un
dettaglio, questo, che sarebbe apparso strano anche dopo la visione
dei filmati da parte degli investigatori. Se difatti i carabinieri
della compagnia di Amalfi, agli ordini del capitano Roberto
Martina, non hanno mai avuto dubbi sulla dinamica dei fatti e
sull’accidentalità di quanto accaduto, qualche domanda
se la sono posta proprio in merito ad alcune cose che potrebbero
essere accadute prima. Indagini in un certo senso blindate dalla
procura e proprio questo lascerebbe intendere che forse gli
inquirenti possano avere altri sospetti. 

Il titolo di reato ipotizzato, ricordiamo, è di morte come
conseguenza di altro delitto ma non ci sono iscritti nel registro
degli indagati. Una ipotesi di reato che, però, potrebbe
consentire agli inquirenti di vagliare anche altri elementi. Unica
certezza al momento è la dinamica: l’allontanamento
del ragazzo, seguito fino ad un certo punto dalle telecamere di
videosorveglianza del Comune e delle attività del posto,
quindi i segni sul cadavere che sono perfettamente compatibili con
una caduta e con le tracce lasciate dal corpo del giovane sul
terreno. 

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO:

  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet

SCOPRI LA PROMO



Lunedì 16 Aprile 2018, 23:00 – Ultimo aggiornamento: 16-04-2018 23:02
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Vota questo articolo
Condividi sui social:
Updated: 16 aprile 2018 — 23:31
You Channel Video musicali, video divertenti "You Channel" © 2016 Copyright 2016