Napoli, Ancelotti spazza via le nubi: «De Laurentiis si fida di me»



A quasi due settimane dalla batosta di Genova contro la Sampdoria, torna a parlare Carlo Ancelotti. Il Napoli si ritroverà domani in campo per l’anticipo delle 18 contro la Fiorentina, una gara importante perché segue la sosta di campionato e perché sarà l’ultima prima dell’esordio ufficiale in Champions League sul campo della Stella Rossa. Per l’allenatore azzurro un nuovo test del suo Napoli, l’occasione per correggere gli errori visti a Marassi e per rilanciarsi da un San Paolo che non si presenterà col tutto esaurito.

«Sono di buon umore – esordisce Carletto – Finalmente sono rientrati tutti i nazionali, ieri ci siamo allenati tutti insieme. Peccato per l’infortunio di Chiriches, l’ho visto ieri e devo dire che sta già molto bene. ci mancherà per un po’, troveremo soluzioni alla sua assenza. Gli altri sono tornati tutti bene, forse un po’ stanchi, ma saranno disponibili per domani. In questa sosta abbiamo avuto tempo per analizzare bene la sconfitta di Genova. L’approccio era stato buono, quel che è mancata è stata la reazione dopo il primo gol della Sampdoria. Da quel punto di vista dobbiamo crescere, ovviamente, abbiamo preso tanti gol perché spesso piccole disattenzioni possono far male. Deve migliorare la nostra attenzione, ma la nostra fase difensiva non è deficitaria per i gol presi, la squadra da quel punto di vista si è comportata quasi sempre bene».

È tempo di turnover con la Fiorentina? Ancelotti non scioglie le riserve: «Milik e Mertens sono arrivati ieri abbastanza stanchi dopo aver giocato 90 minuti in nazionale. Voglio vederli oggi e poi prenderò le mie decisioni. Domani comincerà un ciclo di partite importanti con tante gare ravvicinarte, ma penseremo solo alla Fiorentina, poi valuteremo cosa fare a Belgrado».

Guai a fare paragoni tra sarrismo e ancelottismo: «Non credo ci sia un ancelottismo. Le squadre di Sarri hanno sempre avuto identità precisa, perciò escono fuori questi neologismi. La mia filosofia non è legata a una precisa identità, mi piacciono attacco e difesa, gioco corto e gioco lungo, il mio è un calcio meno identificabile rispetto ad altri allenatori».

Resta l’orgoglio di avere scelto Napoli: «Io sono veramente di essere qua per tanti motivi, motivi che avevo messo in conto prima di venire. Domani ci saranno solo 20mila tifosi? Proveremo ad offrire il miglior spettacolo, in modo che i 20mila possano raccontarlo agli altri che non sono venuti per le prossime partite. Questa squadra sta crescendo e lo vedo anche in allenamento. Abbiamo perso una partita brutta, ma non è la fine del mondo, siamo ad inizio campionato».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Vota questo articolo
Condividi sui social:
Updated: 14 settembre 2018 — 15:04
You Channel Video musicali, video divertenti "You Channel" © 2016 Copyright 2016