Model X, il grande crossover elettrico secondo Tesla



In prova l’imponente vettura premium americana: una grande viaggiatrice che quando c’è da andare in montagna non perde un colpo. Anzi

Anche il più disincantato dei recensori ogni tanto si imbatte in qualche situazione che scuote le sue certezze. A chi scrive era successo ad esempio con la prova lo scorso anno della Tesla Model S, che aveva scardinato molti (quasi tutti) dei pregiudizi sulle auto elettriche. Da allora lo sguardo su questo segmento di mercato è cambiato radicalmente e il merito di Tesla fondamentalmente è quello di aver fatto capire al mondo che una vettura premium può essere 100% ecologica, senza che questo comporti eccessive rinunce e, soprattutto, che può essere al contempo molto più divertente da guidare di una berlinona spinta da un tradizionale motore termico. Capirete quindi che le aspettative erano altissime quando ci è stato proposto da Tesla di fare una prova del suo crossover Model X 100D (indica la batteria da 100 kW), modello più grande del Model S e dotato di una comoda terza fila di sedili (optional), non ci siamo tirati indietro.

Una Model… imponente – Partiamo dall’estetica: è imponente davvero e nonostante la telecamera, in manovra bisogna fare un po’ di attenzione. La caratteristica principale sono le porte di dietro chiamate Falcon Wings: si aprono in verticale ma per facilitare le cose al contempo si ripiegano per minimizzare gli ingombri, estremamente scenografico! Non sempre molto pratiche però: se è vero che un sensore impedisce alle porte di toccare i soffitti, è anche vero che il sistema di apertura in alcune situazioni (tipo nei garage o sotto tettoie particolarmente basse) crea complicazioni inutili. Certo che quando si aprono in un normale parcheggio tutti, ma proprio tutti, si fermano a guardarle…

“Slow down”, non serve sempre usare il turbo – Molto comoda invece la predisposizione della porta sinistra ad aprirsi automaticamente all’avvicinarsi del guidatore: anche in questo caso un sensore le impedirà di sbattere contro unʼautomobile parcheggiata a fianco. Dentro l’abitabilità è eccezionale, ma la vettura è grande quindi ce lo si aspetta. Gli spazi sono ben sfruttati e il canale centrale è sufficiente per accogliere pressoché qualsiasi cosa. Del gigantesco e completissimo touch screen da 17 pollici abbiamo già parlato diffusamente nella prova del Model S e vi rimandiamo a quella. Dobbiamo però rimarcare una nuova funzione che abbiamo trovato davvero utilissima: quella di poter scegliere una modalità di guida meno esplosiva (volendo una Tesla non ha molto da invidiare a una supercar in fatto di ripresa e accelerazione) chiamata “Chill”, davvero utile per l’uso di tutti giorni: alla fine andare al supermercato sprintando come fossimo a Monza grazie ai 539 CV a disposizione può essere divertente un giorno, due, poi una guida più tranquilla senza tutta quella potenza si rende preferibile.

Viaggiare meglio di così è difficile – Altra particolarità di Model X che abbiamo trovato strepitosa è il gigantesco parabrezza che rende l’abitacolo estremamente luminoso. Volendo piuttosto sono le tendine parasole a essere sottodimensionate. Viaggiare con la Model X, ancor più se possibile che con la Model S, è unʼesperienza favolosa: comodissima, ovviamente silenziosissima e con assistenti alla guida semiautonoma di primissima qualità. La macchina con la sua trazione integrale elettrica e le sospensioni regolabili diventa anche un fuoristrada che in montagna non ha nulla da invidiare agli specialisti più blasonati, almeno per le situazioni “normali” (non abbiamo provato a guadare un torrente…).

L’autonomia è notevole, oltre 500 km e il problema dei tempi di ricarica ancora non veloci come fare il pieno dal benzinaio è tecnologico, riguarda tutti e non solo Tesla. Comunque con i 27 supercharger in giro per l’Italia, per ora più frequenti al centro-nord ma in espansione al resto del Paese, la casa americana ci sta mettendo del suo per ovviare al problema: 250 km di pieno in 25 minuti sono il tempo di un caffè in autogrill. E poi il computer di bordo collegato al navigatore tiene sempre sott’occhio l’autonomia rimanente e i posti più vicini dove ricaricare le batterie.

I prezzi sono ovviamente alti: si parte dai 93.000 euro della Model X 75D. La nostra vettura in prova 100D compresa di optional costa 131.630 euro, Iva inclusa. Tantissimo, certo. Ma stiamo parlando di vetture top di gamma e bisogna dire che dopo averla usata per qualche giorno, Model X fa sembrare le concorrenti davvero automobili del secolo scorso. Quindi la conclusione non può che essere la stessa della prova di Model S: il futuro è già qui, beato chi può permetterselo. In attesa di Model 3…

Sergio Bolzoni



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Updated: 17 aprile 2018 — 10:33
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