Milano, esplosione in una cartiera: si valuta la presenza di amianto



Quindici persone però sono state evacuate da un palazzo attiguo a scopo prudenziale. L’incendio è divampato prima delle 7 e, nonostante la pioggia battente, i grandi ammassi di carta presenti in balle compresse nel cortile e sotto i capannoni hanno subito alimentato le fiamme che si sono sviluppate velocemente, alte fino a dieci metri, producendo una colonna di fumo che ha invaso le case adiacenti, tra via Piemonte e via Liguria, arrivando perfino ai palazzi di Mediaset che distano meno di un chilometro. Sul posto sono giunti in forze, con oltre 20 autobotti, i vigili del fuoco di vari distaccamenti, e il Nucleo Nbcr che si occupa di inquinamento ambientale, i cui primi test hanno escluso presenze tossiche nell’aria oltre i limiti consentiti. Nel pomeriggio poi è giunta anche la conferma dei carabinieri che con la Compagnia di Sesto San Giovanni (Milano) seguono gli accertamenti tecnici per stabilire le cause. Una dozzina di famiglie sono state allontanate durante l’emergenza, e alla fine solo quelle residenti in uno stabile di quattro piani che si trova sul fianco dell’area industriale, e la cui parete adiacente è completamente annerita, sono rimaste fuori casa. «Abbiamo allontanato tre nuclei familiari – ha detto il sindaco di Cologno, Angelo Rocchi – che alloggeremo in un albergo a meno che non vogliano andare da parenti».

Ma i controlli proseguono e non si esclude che altri stabili vengano dichiarati temporaneamente inagibili. In mattinata, soprattutto tra i residenti, in strada, si era diffusa la preoccupazione per la presenza di amianto nel tetto in ferro del capannone, che è crollato nelle fasi iniziali, ma quelle parti pare non siano state interessate dalla combustione. «Abbiamo fatto esposti – si lamentava un residente – Uno alla Procura di Milano e due al Comune e all’Asl. Ma si può avere un’azienda così in mezzo alle case?». Il Comune verificherà. L’incendio, sotto controllo dopo poche ore e domato prima di mezzogiorno, è proseguito sottotraccia a causa del materiale incandescente che ogni tanto, spostato dalle pale meccaniche, si ravvivava. Lo «smassamento» è proseguito fino a sera. Nel luglio scorso era divampato un incendio in un deposito di rifiuti a Milano, nel quartiere di Bruzzano; a settembre in una ditta di Mortara (Pavia); a ottobre a Cinisello Balsamo (Milano), in un deposito che fa capo alla stessa proprietà dell’area di Bruzzano.

A gennaio 2018 era toccato a un deposito di rifiuti nei pressi di Corteolona (Pavia). A febbraio in un centro dell’Amsa di Milano, in via Zama. Poi sempre a febbraio in una ditta di rifiuti ferrosi a Pioltello (Milano). Tanto da spingere Legambiente e Wwf a parlare apertamente di «strana serie» e «triangolo della diossina». Pochi giorni fa i carabinieri forestali hanno sequestrato un terreno trasformato in discarica abusiva a Pogliano Milanese (Milano).

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Updated: 12 marzo 2018 — 4:29
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