Londra, unione doganale oltre il 2021



Il governo sarebbe pronto ad allinearsi. Sconfitta degli euroscettici

Londra – Il tempo a disposizione sta scadendo. E il governo May non ha ancora deciso che tipo di relazione vorrà mantenere con l’Ue né tantomeno come risolvere la questione del confine nord-irlandese. È quindi importante la notizia di ieri secondo cui funzionari inglesi stanno ora lavorando a una soluzione ponte da applicare dopo il periodo di transizione post Brexit (periodo che scadrà a fine 2020): Londra proporrebbe di mantenersi allineata a tempo indefinito al regime europeo di tassazione dei beni importati da paesi extra Ue, applicandone le stesse tariffe. E riservandosi comunque la libertà di stringere accordi commerciali con paesi al di fuori dell’Unione, indipendentemente da Bruxelles.

Con questa proposta May potrebbe continuare ad affermare (come ha fatto anche ieri da Sofia) che il Regno Unito uscirà dall’Unione doganale, uno dei suoi mantra politici. E al contempo, se Bruxelles dovesse accettare la proposta, eviterebbe che la sola Irlanda del Nord rimanga all’interno dell’Unione doganale, spaccando il Regno Unito in due. Questa eventualità, conosciuta come clausola di back stop, è stata prevista negli accordi di dicembre scorso tra Londra e Bruxelles per evitare il risorgere di un confine fisico in Irlanda. E si applicherebbe solo in caso di mancato accordo tra le parti sui termini del divorzio. Accordo che in questo momento è più che un miraggio.

Questa nuova proposta certifica quello che molti funzionari di entrambi i fronti stanno da tempo sussurrando: non ci sarebbe più tempo per il Regno Unito per rendere operativa entro la fine del periodo di transizione la nuova soluzione doganale da applicare al confine irlandese, qualunque essa sia. Il governo inglese non ha infatti ancora raggiunto al proprio interno un accordo sulla strategia da adottare: un confine virtuale high tech con cui tracciare i veicoli e le merci in transito oppure una nuova partnership commerciale tra il Regno Unito e l’Ue, in cui Londra raccoglierebbe per conto di Bruxelles le tariffe sui beni in transito nel Regno verso il continente. Entrambe le proposte sono già state sottoposte da più parti a molte critiche di fattibilità tecnica e sostenibilità giuridica e richiederebbero molto tempo per essere implementate. Tempo che May sta cercando ora di recuperare oltre il 2020.

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Updated: 18 maggio 2018 — 10:22
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