L'Olanda contro Mosca: "Cyber attacco russo, espulsi quattro agenti"



Pubblicati nomi e foto delle spie in azione vicino all’Agenzia contro le armi chimiche

Mentre è ancora rovente la polemica tra Londra e Mosca sui due «turisti di Salisbury», gli agenti russi accusati del tentato avvelenamento col gas nervino Novichok dell’ex spia doppiogiochista Sergei Skripal, esplode il caso Olanda. Le autorità di Amsterdam hanno reso noto di aver espulso nello scorso aprile quattro spie russe dopo aver sventato un cyberattacco contro l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) che ha sede all’Aja. I nomi e le foto dei quattro agenti del Gru (l’intelligence militare russa) ripresi presso la sede dell’agenzia sono stati pubblicati: fino a ieri risultava che in relazione a questo attacco fossero implicati solo due agenti di Mosca. Dalle indagini svolte dall’intelligence olandese è anche emerso che gli stessi hacker si stavano occupando di un altro caso che vede la Russia coinvolta: il caso dell’abbattimento nei cieli dell’Ucraina dell’aereo delle Malaysian Airlines partito dai Paesi Bassi e diretto in Estremo Oriente con quasi 300 passeggeri olandesi a bordo, che morirono tutti.

L’«attenzione» riservata dalle spie di Mosca all’Opac si spiega con il lavoro che l’agenzia sta svolgendo sul caso Skripal. La stampa britannica scrive che i quattro uomini del Gru sono gli stessi che in aprile – un mese dopo il mancato omicidio a Salisbury dell’uomo che due giorni fa il presidente russo Vladimir Putin ha definito «un traditore e un bastardo» – avevano tentato di ottenere informazioni sulle indagini sul caso Skripal penetrando nei computer del ministero degli Esteri e del laboratorio del ministero della Difesa britannici. Il ministro della Difesa olandese Ank Bijleveld ha spiegato ai giornalisti che gli agenti russi avevano allestito un’auto piena di attrezzatura elettronica nel parcheggio di un albergo dell’Aja vicino alla sede dell’Opac, e che il loro obiettivo era di hackerare il suo sistema informatico. Bijleveld ha aggiunto che solitamente il suo Paese evita di rendere note queste operazioni di controspionaggio, ma ha chiarito che in questo caso – che è stato gestito con la collaborazione dei servizi di Londra – è stata fatta un’eccezione proprio per la sua gravità, visto il diretto coinvolgimento del Gru.

Per tale ragione, l’ambasciatore russo nei Paesi Bassi Aleksandr Shulgin – che è anche inviato presso l’Opac – è stato convocato al ministero degli Esteri olandese per fornire spiegazioni. Intanto il premier Mark Rutte, insieme con la collega britannica Theresa May, denunciava «le inaccettabili attività informatiche del Gru, che mostrano disprezzo per i valori e le regole globali che ci tengono al sicuro».

La reazione russa è stata, come sempre in questi casi, improntata a una sprezzante ironia. «La spia-mania sta aumentando in Occidente», si legge in una nota del ministero degli Esteri di Mosca.

Quasi contemporaneamente, anche dagli Stati Uniti giungeva notizia dell’incriminazione di agenti russi (sette in questo caso) per attacchi hacker rivolti contro la Wada, l’Agenzia internazionale antidoping, che da anni indaga sul sistema di doping di Stato in Russia che ha portato all’esclusione dei suoi atleti dalle principali competizioni internazionali. «Tra gli obiettivi della cospirazione – denuncia il Dipartimento di Giustizia Usa – c’era la divulgazione di informazioni sottratte nell’ambito di una campagna di propaganda e disinformazione mirata a minare e delegittimare gli sforzi di organizzazioni internazionali e funzionari antidoping che avevano pubblicamente denunciato un programma di doping sostenuto dallo Stato russo».

Intanto Apple e Amazon negano che nei loro server – come ha scritto Bloomberg Businessweek – siano stati trovati chip spia cinesi inseriti nelle schede-madri prodotte da Supermicro.

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Updated: 5 ottobre 2018 — 22:32
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