L’impresa di un ragazzino autistico islandese: riprodurre il Titanic con i mattoncini Lego

Un’impresa titanica. Si può spiegare solo così il progetto di  Brynjar Karl Bigisson, un ragazzo autistico di 15 anni che ha costruito con i famosi mattoncini Lego la più grande replica del celebre e sfortunato transatlantico Titanic, affondato nel 1912. Brynjar – che vive a Reykjavik, capitale dell’Islanda – ha impiegato 770 ore e 11 mesi, usando ben 56.000 pezzetti. E adesso arriva il riconoscimento per la sua opera d’arte, alta un metro e mezzo e lunga 5 metri: sarà esposta al Titanic Museum Attraction di Pigeon Forge, nel Tennessee, fino al 19 dicembre 2019.

Un lavoro attento e minuzioso, in cui per andare avanti servivano pazienza e forza di volontà, fondamentali per non lasciare incompiuto il modellino. E Brynjar ce l’ha fatta. “I sogni ci fanno andare avanti, sono qualcosa che nessuno può portarci via. È qualcosa di bello da avere quando ci si sente un po’ bloccati o tristi; possiamo sempre sognare. Ascoltare attentamente e cercare di aiutare un figlio a raggiungere questo obbiettivo è il miglior investimento che si possa fare” racconta la mamma del giovane costruttore, Bjarney Ludviksdottir. Anche lei, ancora incredula di quello che è riuscito a ottenere il figlio, ma sempre al suo fianco a tifare per lui, come sottolinea Brynjar: “Mia madre è stata la mia cheerleader personale. Se non avesse sostenuto il mio progetto, non sarebbe mai diventatò realtà”.

L'impresa di un ragazzino autistico islandese: riprodurre il Titanic con i mattoncini Lego

Oltre alla signora Bjarney, il ragazzo ha potuto contare sull’aiuto di un altro suo grande fan: il nonno Ludvik Ogmundsson. È proprio grazie a lui, racconta il nipote, che è nata la sua passione per le imbarcazioni. Uno dei ricordi più felici di Brynjar, infatti, riguarda il giorno in cui Ludvik lo portò a pesca. Da quel giorno, l’interesse del ragazzino per le navi è cresciuto e già a 10 anni il Titanic, per lui, non aveva più segreti. Proprio a quell’età Brynjar ha l’idea: perché non far ‘risorgere’ il Titanic, ma stavolta con le costruzioni? Ludvik, che è ingegnere, prepara in scala il progetto; al nipote non resta che seguire le indicazioni, mentre il resto della famiglia e gli amici cercano di aiutare, comprando anche loro i mattoncini colorati. 

Il Titanic in miniatura, per un ragazzo autistico come Bryjan, non rappresenta solo un passatempo. È soprattutto un modo per affrontare gli ostacoli del suo disturbo e per superare la solitudine e le difficoltà a comunicare con gli altri. “Quando ho iniziato la costruzione, a scuola ero seguito da una persona che mi aiutava passo dopo passo. Oggi riesco a studiare senza alcun sostegno, i miei voti sono aumentati e i miei compagni di classe mi considerano loro pari. E ho avuto l’opportunità di viaggiare e incontrare persone meravigliose”.

Anche il nonno è dello stesso avviso: “L’autismo non deve spaventare, molti grandi leader e scienziati hanno avuto l’autismo. Ciò che importa è che queste persone ottengano comprensione e supporto, perché tutti possono imparare da loro se solo li ascoltassero”. E, grazie alla tenacia di questa famiglia, ora il Titanic non è più solo il simbolo del fallimento, ma anche della rinascita.

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Updated: 17 aprile 2018 — 20:15
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