Le fredde equazioni


Nel 1954, quando la maggior parte degli scrittori di fantascienza vedeva i viaggi nello spazio come allegre scampagnate a bordo di grandi astronavi che somigliavano ai velieri dei libri di pirati, c’era uno scrittore che aveva già capito che il viaggio nello spazio sarebbe stato soprattutto una questione di numeri. Accelerazione, decelerazione, carburante per portare a termine la rotta prestabilita con poco o nessun margine per deviazioni dal programma.

Fu con questa idea che scrisse il racconto Le fredde equazioni, che rimase un caposaldo nella storia della fantascienza, sia per la sua lucidità nel prevedere lo scenario realistico del viaggio nello spazio, sia per la durezza del dramma della situazione che descrive.

Sessant’anni dopo, nel 2014, il regista tailandese Rpin Suwannath ha girato il corto The Stowaway (“il clandestino”), traendolo abbastanza fedelmente dal racconto di Godwin. Nel cast il canadese Brendan Fehr, visto in molte serie tv (inclusa una parte da regular in Roswell) e la giovane Emily Robinson (vista in The Transparent).

Non è il primo adattamento del racconto: altri due sono stati girati come episodi delle serie Out of This World (1962) e The Twilight Zone (1985); e c’è stato un film per la tv di SciFi Channel nel 1998.

Le fredde equazioni

Sinossi

Quando Marylin aveva aggirato quel cartello “vietato l’accesso ai non autorizzati” pensava di rischiare un rimprovero, magari una multa. Ma non aveva fatto i conti con le dure leggi della frontiera e dello spazio. Con le fredde equazioni che stabiliscono quanto peso può essere trasportato da una navetta con la quantità di carburante disponibile, e qual è l’unica e inevitabile conseguenza se il peso è maggiore del previsto.

Racconto di intensità emotiva straordinaria, Le fredde equazioni è uno dei racconti più famosi della fantascienza classica, e ha portato alla ribalta il talento di Tom Godwin, scrittore poco prolifico autore tra l’altro del bestseller Gli esiliati di Ragnarok, e anticipa un concetto moderno di astronautica regolata dal rigido calcolo scientifico, ben diversa dalle ingenue avventure spaziali che ancora popolavano la fantascienza della sua epoca.

L’autore

Tom Godwin (1915-1980) non è stato un autore prolifico, avendo scritto solo una trentina di racconti e tre romanzi. Non si sa molto della sua biografia: era disabile e ha avuto tragiche vicissitudini familiari che lo hanno costretto ad abbandonare gli studi, e alla fine è deceduto per alcolismo. Ma come scrittore Godwin è stato una stella che ancora oggi brilla nella storia della sf, per aver prodotto opere di stampo classico, ma di grande impatto emotivo.

Il suo primo racconto, The Gulf Between, apparve nel 1953 sulla rivista Astounding Science Fiction, ma l’opera che lo rese famoso fu Cold Equations apparsa l’anno seguente e da allora continuamente ristampata in molte lingue.

Sull’onda del successo il famoso direttore della rivista Astounding John W. Campbell gli chiese di continuare a scrivere racconti che pubblicò con regolarità e che furono sempre accolti con grande entusiasmo dai lettori. Poi Godwin volle impegnarsi nella dimensione del romanzo, scrivendone tre che sono considerati delle vere pietre miliari della narrativa di fantascienza: Gli esiliati di Ragnarok (The Survivors, 1958), il suo seguito I reietti dello spazio (The Space Barbarians, 1964), entrambi editi in Italia da Delos Books, e Beyond Another Sun (1971).

Tom Godwin, Le fredde equazioni
(The Cold Equations), traduzione: Marco Crosa, Delos Digital, Robotica 21, isbn: 9788867754861, ebook formato kindle (su Amazon.it) o epub (sugli altri store)
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Updated: 14 aprile 2018 — 0:00

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