La questua sull'arte vergogna europea



L’allarme risale allo scorso agosto: Notre-Dame de Paris sta male e ha bisogno di interventi urgenti. Pietre che si sgretolano, deterioramento e affaticamento delle strutture dovuti, pare, al restauro effettuato a metà Ottocento con materiali di dubbia qualità.

André Finot, responsabile della comunicazione di uno dei monumenti più famosi al mondo, era stato chiaro, i 2 milioni di euro annui stanziati dallo Stato francese non bastano più e oggi gli esperti stimano ben altra cifra per restituire alla cattedrale lo splendore dei tempi di Victor Hugo: stiamo parlando di circa 150 milioni che l’arcivescovo André Vingt-Trois ha cominciato a cercare attraverso il meccanismo del crowdfunding, che funzionò bene in altre occasioni, per esempio quando il Louvre trovò i soldi mancanti per comprare un’opera importante di Lucas Cranach.

Così tanti denari, però, non li hanno neppure oltralpe, che pure sul patrimonio storico-artistico hanno ben più sensibilità di noi, criticatissimi, italiani alle prese ogni giorno con monumenti e siti che cadono a pezzi. Donors così facoltosi non ce ne sono, la crisi economica ha colpito duro in Europa e la difficoltà nella defiscalizzazione dei contributi fa il resto. Di qui la decisione di coinvolgere nella prima parte dei restauri una fondazione americana di fronte a quella che Finot chiama una reticenza della politica poco propensa, secondo lui, a finanziare un simbolo religioso per non contravvenire al proverbiale laicismo. Nessun commento ufficiale dal Presidente Macron. Negli Usa invece si sono mossi costituendo the Friends of Notre-Dame de Paris anche alla luce di quanti turisti americani vi si recano in visita.

Il caso propone un ulteriore ragionamento: è lecito che gli Stati secolari non intervengano a difesa dei monumenti religiosi, quand’anche costituiscano un patrimonio per l’umanità? È giusto che per favorire la (fallimentare) politica di integrazione tra le fedi, il cattolicesimo radice culturale ed estetica dell’Europa venga considerato al pari di altre confessioni? Oggi in America sono più sensibili verso la cristianità rispetto agli abitanti del vecchio continente. Sembra un assurdo ma è così. Un bel po’ di soldi li tireranno fuori loro, definiti dal Times «stranieri per la salvezza». Ci sarebbero anche gli emiri e i califfati, ma ci pare difficile che mettano mano al portafoglio, per evidenti ragioni. Però, non considerare Notre-Dame per il suo valore storico prima che simbolico, significa avviarsi definitivamente al processo di subalternità della nostra matrice cattolica.

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Updated: 11 marzo 2018 — 11:43

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