La pizza di Cracco divide il mondo web


La pizza rivisitata di Carlo Cracco ha fatto gridare allo scandalo i puristi della Margherita, che hanno trovato la proposta dello chef pluristellato nel suo nuovo ristorante in Galleria Vittorio Emanuele a Milano troppo distante dai dettami della tradizione partenopea. Cereali nell’impasto, salsa di pomodoro densa e mozzarella di bufala in fette ad un prezzo anch’esso stellato: 16 euro. 

Ma a sorpresa, a schierarsi dalla parte di Carlo Cracco è uno dei massimi cultori della pizza napoletana, Gino Sorbillo, che dalla sua pagina Facebook difende la scelta dello chef, definendola per quello che è: un’interpretazione personale senza alcuna pretesa di spacciarsi per quella pizza la cui arte è diventata recentemente patrimonio Unesco

Queste le parole del pizzaiolo della storica pizzeria in via dei Tribunali a Napoli: “Ragazzi, a me lunedì scorso a cena l’interpretazione della Pizza di Carlo Cracco nella Galleria Vittorio Emanuele a Milano è piaciuta. Non è Pizza Napoletana e non viene venduta e presentata come tale, è la sua Pizza e basta. Noi partenopei dovremmo scandalizzarci di più quando troviamo in giro pizze che fraudolentemente vengono vendute e pubblicizzate come pizze della nostra tradizione addirittura con l’aggiunta di riconoscimenti Stg, Dop, Doc e roba del genere. Usa Petra 9, Mozzarella Orobianco, Pomodoro siciliano e Olio Evo dell’Umbria. Benvenuta Pizza Italiana di Carlo”.

Il post ha avuto riscontro positivo tra i follower di Sorbillo, e la maggior parte di essi si dice d’accordo con il concetto di interpretazione di un grande chef. 

 


Sabato 10 Marzo 2018, 13:36 – Ultimo aggiornamento: 10-03-2018 15:37
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Updated: 10 marzo 2018 — 22:49
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