La Francia elimina la parola "razza" dalla sua Costituzione



La parola “razza” cancellata dall’Assemblea nazionale francese. Continua il processo di revisione costituzionale. Cambiamenti anche sul sesso

L’Assemblea nazionale francese ha deciso di cancellare la parola “razza” dalla Carta Costituzionale transalpina. Il primo articolo è stato in parte riscritto all’interno del progetto di revisione del testo legislativo della prima fonte gerarchica del diritto francese. Un’opera iniziata da Hollande che, con ogni probabilità, verrà completata sotto la presidenza del suo successore, Emmanuel Macron.

Una valutazione fatta tempo fa, per cui era già arrivato il “sì” della Commissione parlamentare. Si aspettava solo che si esprimesse anche l’Assemblea. La notizia dell’unanimità è arrivata durante la giornata di ieri. Centodiciannove voti favorevoli. Nessun contrario. Assenti, invece, i deputati della destra conservatrice.

La Francia sembra viaggiare spedita verso un uso sempre più “politically correct” del linguaggio giuridico. La proposta originaria era stata fatta da Jean Luc Mélenchon e dalla sua France Insoumise. La nuova formulazione, ieri, è stata però presentata dai centristi. L’ex candidato di sinistra all’Eliseo e i suoi hanno così ottenuto questa “rivoluzione” riguardante il primo articolo: “La Francia è una Repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale”. Il primo passaggio è quello di sempre, lo stesso della Costituzione del 1949. Ma al posto di “garantisce l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, origine o religione”, nel caso che il disegno di riforma passasse, si potrà leggere, come riportato da RaiNews, che “assicura l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini senza distinzioni di sesso, di origine o di religione”.

Niente più “razza”, appunto, e invece di “distinzione” di sesso, viene esteso il concetto con l’utilizzo del plurale “distinzioni”. Jean-Christophe Lagarde, l’uomo politico di centro che ha presentato l’emendamento, ha attaccato i membri della Camera bassa che non erano presenti durante la votazioni: quelli di “estrema destra”. Quello del parlamento transalpino potrebbe essere il primo di una serie d’interventi mirati all’introduzione di un linguaggio sempre di più “al passo coi tempi”.

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Updated: 13 luglio 2018 — 18:20
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