In pensione a 62 anni senza penalità: ecco la nuova riforma delle pensioni



L’ultimo nodo da sciogliere è se la domanda potrà
essere presentata dal prossimo mese di gennaio, come vorrebbe
Matteo Salvini, oppure bisognerà aspettare un po’, al
massimo fino a marzo. Ma dal prossimo anno chi ha maturato 38 anni
di contributi e ha compiuto 62 anni, potrà lasciare il
lavoro. E potrà farlo senza che l’importo della pensione
ne risenta in alcun modo. Dunque non ci sarà il taglio
dell’1,5 per cento dell’assegno per ogni anno di anticipo
rispetto all’attuale età di ritiro (66 anni e 7 mesi).
Non ci sarà nemmeno il ricalcolo contributivo
dell’assegno a partire dal 1996, che avrebbe tagliato
l’importo di una percentuale tra il 10 e il 15 per cento. E non
ci sarà nessun tetto nemmeno ai contributi figurativi
accumulati durante gli anni di lavoro. Significa che potranno usare
lo scivolo anche coloro che nella vita lavorativa hanno dei
«buchi» dovuti, per esempio, a dei periodi di cassa
integrazione. L’unico paletto che sarà inserito è
che i 38 anni dovranno essere maturati qualunque sia
l’età di ritiro. Dunque quota 100 sarà tale
soltanto a 62 anni, perché a 63 anni diventerà 101, a
64 salirà a 102 e così via.

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Giovedì 4 Ottobre 2018, 10:30 – Ultimo aggiornamento: 04-10-2018 13:55
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Updated: 4 ottobre 2018 — 14:19
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