Il Marocco apre allo studio dell'Olocausto nelle scuole



Il sovrano del Marocco Mohammed VI ha ufficialmente approvato l’introduzione della storia dell’Olocausto all’interno dei programmi scolastici del paese. Una decisione volta a combattere l’antisemitismo e l’intolleranza religiosa

Nel giorno della consegna dei Premi Nobel per la Pace, un altro importante segnale di riconciliazione contribuisce ad aumentare il rispetto reciproco tra popoli che spesse volte si sono ritrovati dalle parti opposte della barricata. Come riportato dal quotidiano marocchino Le Desk, è notizia di questa settimana la decisione di Sua Maestà il Re del Marocco Mohammed VI di introdurre la storia dell’Olocausto all’interno dei programmi scolastici del paese. Una scelta precedentemente anticipata durante la 73esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tenutasi a New York lo scorso 18 settembre, dove a margine di una tavola rotonda avente come tema “Il potere dell’educazione per prevenire il razzismo e la discriminazione: il caso dell’antisemitismo” è stata consegnata a tutti i partecipanti una nota ufficiale del monarca, letta per l’occasione dal Primo Ministro marocchino Saadeddine Othmani. Già nel 2008 tuttavia, con la cosiddetta Carta degli Ulema, vi erano stati dei tentativi di aggiornare i libri di testo scolastici in merito all’insegnamento religioso, ma finora questi ultimi non avevano mai incluso anche la storia degli ebrei del Marocco, né tantomeno la storia dello sterminio nazista degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.

Nel messaggio, che rendeva inoltre omaggio all’Unesco e alla sua direttrice Audrey Azoulay, figlia dell’attuale consigliere del Re André Azoulay – entrambi di famiglia ebreo marocchina – viene infatti affermato: “L’antisemitismo è l’opposto della libertà di espressione. Esso manifesta la negazione del prossimo ed è la dimostrazione del fallimento, dell’insufficienza e dell’incapacità a convivere assieme. È il ritorno anacronistico ad un passato mitizzato, è questo il passato che vogliamo lasciare in eredità alle generazioni future? Nonostante ciò, la battaglia contro l’antisemitismo non può essere un qualcosa di improvvisato, poiché non è una battaglia militare o economica ma innanzitutto pedagogica e culturale e l’arma con cui deve essere combattuta ha un nome preciso: educazione. È nell’interesse dei nostri figli, perché in futuro saranno loro i beneficiari e i nostri ambasciatori”.

L’iniziativa del sovrano è stata accolta con entusiamo dagli ambienti politici israeliani. Il vice Ministro dell’Ufficio del Primo Ministro d’Israele – nonché ex ambasciatore presso gli Stati Uniti – Michael Oren ha espresso la sua personale soddisfazione in un tweet pubblicato questa mattina, in cui dichiara: “Il Re del Marocco Mohammed VI ha inviato al mondo un profondo messaggio morale. Mentre in occidente l’antisemitismo e il negazionismo dell’Olocausto sono in crescita, il leader di un’orgogliosa nazione araba ha deciso di introdurre l’educazione all’Olocausto all’interno delle scuole marocchine con l’obiettivo di combattere l’antisemitismo. Questo è un messaggio di speranza”.

Non è peraltro la prima volta che il Marocco si differenzia dagli altri paesi a maggioranza musulmana nel modo in cui vengono gestite le relazioni diplomatiche con il mondo ebraico. Nel novembre del 2016 infatti venne siglato a Rabat un accordo di parternariato tra l’Archivio di Stato marocchino ed il Memoriale dell’Olocausto di Parigi, allo scopo di stabilire una collaborazione sulle tematiche relative alla storia degli ebrei e dell’ebraismo nei paesi del Nordafrica e a cui è seguito nel 2017 un simile accordo con il Memoriale dell’Olocausto statunitense. In quest’ultima occasione vi fu inoltre un incontro ufficiale tra il Principe Moulay Rachid, fratello del Re, e la direttrice del museo Sara Bloomfield, durante il quale venne discussa la possibilità di una cooperazione istituzionale per contrastare l’intolleranza religiosa. Un’operazione volta anche a celebrare l’opera del precedente sovrano Mohammed V – nonno di Mohammed VIche durante la seconda guerra mondiale si rifiutò di consegnare gli ebrei marocchini alle autorità naziste della Francia di Vichy, della quale il Marocco era all’epoca un protettorato.

Malgrado ciò, la posizione ufficiale del governo marocchino su Israele rimane allineata a quella degli altri paesi membri della Lega Araba, che persistono nel non riconoscere la sovranità dello stato ebraico. Tuttavia come già mostrato in precedenza, numerose sono le eccezioni che caratterizzano lo stato nordafricano, il quale ad esempio rimane una delle poche nazioni musulmane ad accettare passaporti israeliani e a consentire ai cittadini d’Israele di visitare il paese.



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Updated: 5 ottobre 2018 — 19:55
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