Il Giappone rinuncia ai test militari per le proteste coreane sulla bandiera



La marina militare giapponese ha deciso di non partecipare alle esercitazioni navali internazionali che avranno luogo in Corea del Sud la prossima settimana, dopo che il governo di Seul aveva protestato in merito all’utilizzo della bandiera di guerra del Giappone. Tale bandiera è infatti identica a quella utilizzata durante l’occupazione giapponese della Corea della prima metà del Novecento

Una vecchia disputa vessillologica è riemersa in queste ultime ore nelle acque dell’Oceano Pacifico, teatro da secoli di sconvolgimenti politici e militari per la maggior parte sconosciuti nella memorie di noi occidentali. Come riporta l’agenzia Reuters, nella giornata di venerdì il Giappone ha infatti deciso di non prendere parte alle esercitazioni navali internazionali che si terrano in Corea del Sud la prossima settimana. Una presa di posizione arrivata dopo che il governo di Seul ha ufficialmente chiesto a suo omologo di Tokyo di non esporre sulla prua delle imbarcazioni la bandiera delle cosiddette Forze di Autodifesa Marittima, nome con cui è nota la marina militare giapponese dalla fine della seconda guerra mondiale, cioè da quando le forze alleate imposero allo sconfitto Giappone la totale demilitarizzazione del paese, proibendo ogni tipo di programma di riarmo nonché la partecipazione ad eventuali conflitti armati.

L’inusuale richiesta della Corea del Sud è dovuta proprio al fatto che l’attuale insegna navale nipponica sia pressoché identica alla vecchia bandiera di guerra dell’esercito e della marina imperiale – nota come Bandiera del Sole Nascente – in uso dal 1870 al 1945, tristemente impressa nella memoria popolare dei coreani a causa dell’occupazione giapponese subita dalla penisola dal 1910 al 1945. Le continue vessazioni inflitte durante l’occupazione dai giapponesi ai coreani – sovente trattati come esseri inferiori, obbligando gli uomini ai lavori forzati e le donne a prostituirsi per i soldati dell’esercito – infiammano ancora oggi il risentimento nei confronti del Giappone, un risentimento ugualmente diffuso tanto in Corea del Sud quanto nella Corea del Nord dove la celebre bandiera bianca e rossa viene considerata un simbolo di odio al pari della svastica nazista.

Nel commentare la decisione presa dalle forze armate nipponiche, il ministro della Difesa Takeshi Iwaya ha in seguito dichiarato: “Quando si parla delle insegne delle Forze di Autodifesa Marittima, i regolamenti stabiliscono che esse devono obbligatoriamente essere issate sulla prua. Purtroppo, abbiamo deciso di annullare la nostra partecipazione alle esercitazioni”. Dichiarazioni apparentemente contrastanti rispetto a quelle del suo predecessore Itsunori Onodera, a capo del dicastero fino allo scorso 2 ottobre e rimosso dal Primo Ministro Shinzo Abe dopo un rimpasto di governo. Egli infatti affermava: “Il Giappone farà sventolare la Bandiera del Sole Nascente in occasione delle prossime esercitazioni, nonostante le proteste dei sudcoreani”.

Sull’altra sponda del Mar del Giappone, le opinioni sulla legittimità dello stendardo sono invece decisamente diverse. Mentre infatti l’ufficio del Presidente Moon Jae-in ha ricevuto in questi giorni oltre 250 petizioni contro flotta nipponica, la marina sudcoreana ha ammesso che le navi giapponesi non ebbero problemi nell’issare le proprie bandiere militari durante le scorse esercitazioni avvenute nel 1998 e nel 2008, precisando però che questa volta era stato chiesto venissero esposte solo le proprie bandiere nazionali in aggiunta a quella della Corea del Sud. Il ministro degli Esteri sudcoreano Kang Kyung-wha ha inoltre aggiunto: “Si sta semplicemente esprimendo la nostra istanza secondo cui il governo giapponese dovrebbe tenere conto della forte connotazione emotiva che la Bandiera del Sole Nascente ha per il nostro popolo”.

Toni più duri arrivano dalla socialista Corea del Nord, che attraverso il sito internet governativo Uriminjokkiri afferma: “La Bandiera del Sole Nascente rappresenta dei crimini di guerra e veniva usata nel XX secolo dagli imperialisti giapponesi durante le loro barbariche invasioni della nostra nazione e delle altre nazioni asiatiche”. Non stupisce in questo caso la fermezza delle dichiarazioni nordcoreane, dato che il Giappone è da sempre un elemento chiave della strategia occidentale volta all’isolamento politico del governo di Pyongyeang ed alla denuclearizzazione della regione.

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Updated: 6 ottobre 2018 — 10:14
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