Il commercialista digitale è un pilastro economico, non va lasciato solo


La trasformazione digitale coinvolge anche il rapporto fra cittadino e Stato, fra privato e pubblico, fra impresa e fisco, e lo fa in un modo che impatta sul lavoro di un tipico professionista come il commercialista, portandosi dietro tutte le caratteristiche di “italianità” che hanno governato sinora il rapporto.

La digitalizzazione del commercialista, insomma, non cancella la lavagna, semmai la sposta.

Mantiene gli stilemi esistenti e li adatta al nuovo contesto. Offre una leva per l’efficienza e per trasformare in meglio il lavoro, a patto che si diffonda e che faccia da volano.

Un’esemplare testimonianza ce la offre Pierluigi Cetera, dottore commercialista e revisore contabile titolare di uno studio ad Asti con nove collaboratori.

Studio Cetera è dunque una tipica realtà di provincia, che con 300 aziende clienti va a costituire un tassello di quello zoccolo duro che è l’economia nazionale delle Pmi.

Commercialista digitale per scelta

Cetera ci fa capire che al netto dell’ottemperanza gli obblighi di legge, come la fatturazione elettronica, la scelta del digitale per uno studio professionale deve essere figlia di una convinzione intima e consapevole, ma che non basta per cambiare lo scenario.

Il mondo là fuori (quello di uno Stato che spesso norma in modo distante dalla realtà) è sempre quello che abbiamo conosciuto sinora.

La dimostrazione? Proprio «la fattura elettronica, che è partita senza chiedersi se la struttura Paese avesse la forza per reggerla». E non ce l’ha, si capisce. Basta dire che «l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto un miliardo di fatture», e non sa se sono univoche, doppie (probabile).

Il sistema, per Cetera, «ha retto grazie al commercialista, che in pratica ha fatto da consulente informatico. Io ho passato gli ultimi 4 mesi dell’anno scorso a convincere e consigliare i clienti su come implementare la fattura elettronica».

Una fattura elettronica, per Cetera, che risolverà i problemi della riscossione Iva, «ma non quelli del nero».

730 precompilato capolavoro di marketing

E ce n’è anche per il 730 precompilato, che per Cetera è più un gran successo di marketing dell’Agenzia delle Entrate, che ha saputo diffondere la vulgata del metodo per non incappare in accertamenti, ma che non riesce a rappresentare la realtà del Paese.

Per il commercialista astigiano lo si può confermare solamente nel 2% dei casi, per il resto è da integrare. Quindi va modificato e di conseguenza chi lo fa diventa soggetto ad accertamenti.

Gli ISA, gli Indici Sintetici di Affidabilità, ossia i cosiddetti nuovi Studi di settore, non sarebbero poi così nuovi, dato che i dati che utilizzano sono gli stessi: «ora c’è una pagella, da uno a dieci» non rappresentativa della realtà e facilmente indirizzabile per chi si perita di comprenderne i meccanismi.

Lo scontrino elettronico? Lo scorso 28 di giugno è stato deciso che per sei mesi non ci saranno sanzioni per chi non lo implementa, «perché i produttori non riuscivano a evadere gli ordini delle nuove casse».

Il sistema di delega per gestire la fattura elettronica per conto del cliente, che i commercialisti più avveduti hanno chiesto all’avvio del sistema, non si può più usare: «se non rinegozia, si dal 1 ottobre saranno cancellati i dati delle fatture. Io gestisco 300 deleghe, devo rinegoziarle tutte».

La Pec? «Ho un hub per gestire le Pec per dei clienti che non le leggeranno mai».

Commercialista libero nel cloud

Al netto di questo scenario irto di ostacoli quotidiani, il commercialista digitale, per Cetera, è l’unico scenario possibile.
Parliamo di un professionista “sul pezzo”, pronto a raccogliere i benefici della trasformazione digitale: il controllo assoluto delle attività del cliente.

«Sono stato favorevole alla fattura elettronica sin dall’inizio, percependone i vantaggi in termini di efficienza futura. Ho visto la prima bozza due anni fa – ha detto Cetera -. Ha fatto emergere fatture che prima i clienti non ci presentavano. Ora abbiamo una conoscenza migliore dell’azienda cliente».

Cetera utilizza l’applicativo FatturaSmart di Wolters Kluwer, «che funziona bene perché i clienti passano da me per entrare nel sistema di fatturazione» e ha proposto di usarlo a suoi clienti e il 60% di loro l’ha adottato, gli altri utilizzano un’altra soluzione e altri gestionali.

Ha sposato convintamente il cloud, «perché mi consente di avere tutto sotto controllo sempre. Il cloud toglie un sacco di responsabilità, come il salvataggio dei dati. Io una volta ero angosciato dalle copie. Ora lo fa il cloud per il commercialista, in modo strutturato».

Alessia Berra, responsabile marketing Tax & Accounting Wolters Kluwer

Commercialista consulente d’impresa

La testimonianza di Pierluigi Cetera non va annoverata al capitolo delle provocazioni per catturare ascolto, che stanno tenendo banco in questo periodo storioco, ma la possiamo ritenere una condivisibile rappresentazione della realtà del commercialista moderno.
La conferma ci viene da Alessia Berra, responsabile marketing Tax & Accounting di Wolters Kluwer, per la quale il commercialista e lo studio professionale «si trovano nel mezzo di uno tsunami di trend normativi, di mercato, di tecnologia».

Far digitalizzazione significa automatizzare tutti i servizi al cittadino che ora sono delegati al commercialista e contribuore all’efficientamento del tessuto economico nazionale.

Cosa cambia per il commercialista con la digitalizzazione? Che le azioni classiche, annoverabili come commodity, d’ora in avanti saranno fatte dall’Agenzia delle Entrate, per cui il commercialista sarà più un consulente d’impresa, fino a diventare un CFO esterno.

Le soluzioni per il commercialista

Wolters Kluwer Tax & Accounting risponde alle esigenze del commercialista con soluzioni end to end per automatizzare i flussi nello studio e in azienda.

Gli annunci sono concentrati in due momenti dell’anno, per dar modo al commercialista di comprendere bene le evoluzioni: a febbraio e luglio.

Alla luce dei cambiamenti che sta vivendo il mercato, Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia rilascia novità tecnologiche che riguardano la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche con l’applicativo Conservazione Smart e Conservazione Smart per Arca (dedicato al mercato delle Pmi), la soluzione di archiviazione elettronica e conservazione digitale dei documenti per lo Studio e per le aziende Arkon, le soluzioni Gestione Noleggi e Gestione della Produzione di Arca Evolution, e nell’ambito paghe la soluzione Budget del Personale della suite Giotto.

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Updated: 11 Luglio 2019 — 20:54
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