Ex colonnello austriaco spia del Cremlino per oltre vent'anni



Appena lo scorso 18 agosto il presidente russo Vladimir Putin aveva partecipato a sorpresa, in un remoto villaggio della Stiria, alle nozze della ministra degli Esteri austriaca Karin Kneissl. L’insolito evento era stato interpretato come una prova del nuovo rapporto speciale di Mosca con il governo di Vienna, che include esponenti del partito nazionalista di destra Fpö, tra i quali la stessa Kneissl. Rapporto confermato da fatti concreti: l’Austria è uno dei pochi Paesi che ha mantenuto strette relazioni con la Russia nonostante il suo coinvolgimento nella guerra in Ucraina e anche dopo la scoperta del suo ruolo nell’attentato col gas nervino in Inghilterra alla ex spia Sergei Skripal.

Ora l’abile lavoro politico di Putin rischia di essere vanificato da una notizia imbarazzante: un ex colonnello delle forze armate austriache avrebbe fatto la spia per Mosca dagli anni Novanta fino all’inizio di quest’anno, quando è andato in pensione. Il cancelliere Sebastian Kurz non ha potuto fare a meno di convocare una conferenza stampa nella quale ha denunciato quello che ha definito «un sospetto che presumiamo sarà confermato» e chiesto al Cremlino «informazioni trasparenti». La stessa ministra Kneissl ha convocato l’ambasciatore russo a Vienna e deciso la cancellazione di un imminente suo viaggio a Mosca.

La reazione del Cremlino è stata infastidita. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov si è dichiarato «spiacevolmente sorpreso» e ha lamentato che Vienna abbia preferito «la diplomazia del megafono» quando «avrebbe prima potuto rivolgersi direttamente a noi per chiarimenti». I panni sporchi, insomma, si sarebbero dovuti lavare in segreto, tra amici. È ben noto, del resto, che Vienna è uno dei massimi crocevia mondiali dello spionaggio.

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Updated: 10 novembre 2018 — 12:45
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