«Ecco i nomi dei bulli»: i ragazzi di Scampia denunciano la gang



Un aiuto è arrivato dal quartiere. Tutto ancora da verificare, nomi e date da controllare, ma lo spunto investigativo c’è. Non ci hanno pensato gli adulti, ma i ragazzini, tra i quali due tredicenni. Giovanissimi, coetanei di quelli ripresi nei video, che non si sono limitati a prendere le distanze da certi atteggiamenti ma si sono ribellati a quei comportamenti di cui forse sono stati vittime anche loro. 

E, tramite Facebook, hanno deciso di dare una mano, di raccontare. Ieri mattina gli elementi forniti sono stati consegnati ai carabinieri, che stanno indagando per dare un nome ai ragazzi del video girato sulla metropolitana; parallelamente, la Polizia di Stato è alla ricerca di quelli responsabili, a Fuorigrotta, di aver chiuso un anziano in un cassonetto. Per entrambi i casi l’ipotesi di reato da cui si parte è violenza privata.

I video hanno cominciato a girare su Internet alcuni giorni fa, dopo la diffusione su una pagina Facebook. Erano stati inviati agli amministratori da alcuni utenti ed erano stati pubblicati proprio per cercare di arrivare all’identificazione dei ragazzi. È bastato poco perché diventassero virali, accompagnati da una miriade di commenti amareggiati e di condanna per quello che si vede. Proprio da questa diffusione è arrivata quella che potrebbe essere la svolta. I video sono usciti dal «circuito» ristretto di quelli che li hanno girati, e a cui loro li avevano mostrati, e sono diventati di dominio pubblico. Il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli, che aveva denunciato la situazione sui social, è stato contattato da alcuni ragazzini della periferia nord di Napoli. Gli hanno detto di conoscere i ragazzi del video della metropolitana e gli hanno fornito nomi e cognomi. 

Hanno indicato i profili Facebook di tre ragazzi, che abitano tra Scampia, Secondigliano e, unico maggiorenne del terzetto, a Mugnano. La scena che si vede nelle immagini non sarebbe un caso isolato ma proprio un modo di fare: anche altre volte avrebbero molestato i passeggeri con lo stesso sistema, con musica ad alto volume, offese e spintoni. Ieri, in giornata, un’altra «soffiata» è arrivata anche per il video di Fuorigrotta, sempre proveniente dai ragazzi del quartiere: sarebbe stato identificato uno dei giovani. 

I video finiti in mano alle forze dell’ordine sono due. Il primo, che sembra ripreso da un passeggero, è stato girato nella metropolitana collinare. Si vedono alcuni ragazzini che prendono di mira i viaggiatori, tra cui una persona anziana. In sottofondo c’è della musica ad alto volume. I ragazzi ballano, corrono e si arrampicano lungo tutto il vagone, urlano, fin quando l’uomo non è costretto a scendere e, mentre va via, partono gli insulti in coro. Poi è la volta di una donna di origine straniera; la circondano, le ballano addosso, si spingono lanciandosi a vicenda contro di lei che si stringe nell’angolo della carrozza. Il secondo video è girato a Fuorigrotta, in piazzale d’Annunzio. Il telefonino lo regge uno del gruppo. I ragazzi cantano cori da stadio insieme a una persona anziana, poi lo afferrano in tre e lo gettano all’interno di un cassonetto; poi vanno via ridendo, come se fossero orgogliosi del gesto appena compiuto. E sono stati loro stessi a pubblicare le immagini su Facebook, con la scritta in sovrimpressione «Chi non salta è bianconero» e tre faccine sorridenti.

Il reato ipotizzato, per entrambi gli episodi, sarebbe quello di violenza privata, perseguibile su querela di parte, anche se per il momento non risulta che nessuna delle persone molestate abbia sporto denuncia. Si parte quindi dalle immagini, in cui compaiono anche i volti e che in almeno un caso sono state girate dagli stessi protagonisti. Per l’episodio della metropolitana le indagini sono affidate ai carabinieri; ieri mattina Borrelli ha girato le informazioni che gli erano arrivate tramite Facebook ai militari del Nucleo Operativo, che stanno verificando la fondatezza di quegli elementi. Per il video ambientato a Fuorigrotta, invece, alla violenza privata potrebbe aggiungersi il reato di lesioni, nel caso l’uomo chiuso nel cassonetto si fosse ferito. Entrambe le vicende, che vedono per protagonisti due diversi gruppi di giovanissimi, restano però da circostanziare: c’è da identificare il tratto della metropolitana dove è girato il primo video e resta da stabilire a quando risalgano le immagini.


Sabato 11 Agosto 2018, 23:26 – Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 10:59
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Updated: 12 agosto 2018 — 20:41
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