Dopo i 4 arresti per il delitto Kuciak «non si esclude pista italiana»



Il capo della polizia slovacca, Milan Luciansky, non esclude una pista italiana nelle indagini dell’omicidio del giornalista Jan Kuciak, di soli 28 anni. Luciansky lo ha detto oggi a chiare lettere al sito Aktuality.sk. «Non escluderò mai né la pista italiana né albanese, perché siamo sempre nella fase delle indagini. Non è escluso che più tardi tali piste possano rivelarsi giuste».

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Il comandante si è detto «molto dispiaciuto» del fatto che l’intervento della polizia, durante il quale sono stati arrestati 4 sospetti dell’omicidio, si sia dovuto svolgere velocemente per paura che venisse svelato e fallisse. «Avremmo potuto rimandare l’intervento ancora di due mesi e forse saremmo riusciti a catturare il mandante», ha aggiunto.

Dell’omicidio di Kuciak e della sua compagna sono state accusate 4 persone. Secondo i media, il mandante dell’omicidio sarebbe il controverso imprenditore Marian Kocner. Mentre l’imprenditore calabrese residente in Slovacchia Antonino Vadalà, arrestato nel marzo scorso con alcuni parenti, era stato rilasciato dopo 48 ore. Riarrestato a maggio per altri reati, è stato estradato in Italia. 

Intanto nei giorni scorsi gli investigatori hanno arrestato e accusato Alena Zsuszova di aver ordinato l’omicidio del giornalista e della sua compagna. Secondo il sito Dennik N, Zsuszova però con molta probabilità non era la persona all’apice della gang ed era servita da tramite al mandante principale. La 44enne interprete di italiano è una delle quattro persone fermate per il doppio omicidio.

È stata arrestata venerdì scorso a Komarno, un giorno dopo l’arresto degli altri tre uomini nel sud della Slovacchia. Zsuszova faceva da interprete proprio all’imprenditore Kocner, delle cui attività controverse Kuciak scriveva. Il tribunale penale di Banska Bystrica ha deciso la custodia cautelare per tutti e quattro gli accusati. Se saranno giudicati colpevoli, rischiano l’ergastolo. 

Kuciak e la sua fidanzata Martina Kusnirova sono stati uccisi a colpi di pistola nella loro casa a Velka Maca il 21 febbraio scorso, ma i loro corpi sono stati ritrovati solo alcuni giorni dopo. La polizia slovacca e la procura generale hanno definito come motivo dell’omicidio il lavoro di Kuciak che scriveva dei legami tra la ‘ndrangheta calabrese operativa in Slovacchia e l’entourage dell’ex premier Robert Fico.

Il doppio omicidio ha suscitato proteste nel paese, la crisi politica ha portato Fico a dimettersi. La coalizione a tre ha successivamente formato un nuovo esecutivo. La maggior parte dei ministri del governo è rimasta in carica. 

Uno dei procuratori che si occupa del caso, nei giorni scorsi, aveva spiegato che il mandante dell’omicidio  Kuciak pagò 70 mila euro per il suo assassinio. Secondo la fonte, chi lo voleva morto aveva pagato prima 50 mila euro in contanti e poi 20 mila euro per saldare il debito. Il procuratore generale Jaromir Ciznar ha definito le prove contro i quattro arrestati compresa la Zsuszova «molto forti». 


Venerdì 5 Ottobre 2018, 21:06 – Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 00:46
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Updated: 6 ottobre 2018 — 3:44
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