Debito, tremila in piazza a Napoli Sindaco: «Dovranno risarcirci» | Ft



Due catene che dal balcone del piano nobile di Palazzo San Giacomo arrivano al palco, segnalato da una grande ampolla del sangue di San Gennaro fatta di palloncini colorati. Si è presentata così questa mattina piazza Municipio, a Napoli, all’inizio della manifestazione promossa dal sindaco Luigi de Magistris per protestare contro i debiti dei commissariamenti post terremoto dell’80 e dell’emergenza rifiuti e la sanzione comminata dalla Corte dei Conti.

Associazioni civiche, movimenti, precari e semplici cittadini: in migliaia, all’incirca tremila, si sono riversati in piazza. Un mese fa l’organo di magistratura contabile, respingendo il ricorso del Comune, ha contestato all’amministrazione napoletana di non aver iscritto nel bilancio 2016 il debito di 90 milioni contratto nel 1981 con il consorzio Cr8. Debito cui se ne aggiunge un altro, per circa 60 milioni, relativo al commissariato per l’emergenza rifiuti e risalente a circa dieci anni fa. Debiti di cui il Comune di Napoli rifiuta la paternità («per il 70% sono debiti di Stato» ha detto il sindaco) chiedendo al Governo di farsene carico. Nei giorni scorsi de Magistris ha sentito al telefono il premier Gentiloni con il quale ci sarebbe un accordo di massima, non ancora formalizzato, per un intervento del governo. De Magistris, inoltre, ha espresso l’intenzione di costituire una delegazione, composta da amministratori e consiglieri comunali, che si recherà a Roma per sensibilizzare sulla questione il Capo dello Stato Mattarella e programmare un incontro anche con i presidenti dei due rami del Parlamento.


 

Presenti alla manifestazione diversi assessori e consiglieri comunali, tra i quali Gabriele Mundo, che ha dotato i suoi supporter di cappellini rossi facilmente riconoscibili nella folla, e Maria Caniglia, com un folto gruppo di persone che sventolano le bandiere del gruppo «Ce simme sfasteriati». Hanno sventolato in piazza anche bandiere del Partito comunista, delle Due Sicilie e uno striscione di Napoliservizi, società partecipata del Comune di Napoli. Sulla facciata di Palazzo San Giacomo è ancora presente lo striscione 6×8 con il logo della manifestazione e la scritta: «No al debito ingiusto – Napoli libera».
 

«La settimana prossima ci presenteremo con una delegazione mista dai gruppi parlamentari e chiederò un incontro con il Presidente della Repubblica. Non chiediamo leggi speciali per Napoli, ma una legge che valga per tutti i Comuni d’Italia che hanno subito il debito odioso dei commissariamenti di Stato» ha detto il sindaco de Magistris, chiudendo la manifestazione in piazza Municipio.«È una lotta contro l’usura di Stato – ha aggiunto – e mi auguro che da Napoli parta una lotta condivisa». «Qualcuno ha pensato di dividere la città, ma noi lottiamo nell’interesse di tutti i napoletani» ha proseguito il sindaco. «I nostri avversari, che vanno da Casapound, a Valeria Valente e a Forza Nuova, dicono che sul debito hanno ragione, ma il sindaco torto. Voi sarete in grado di fare questa battaglia anche se mi metto di lato – ha aggiunto de Magistris rivolgendosi alla piazza – ma non voglio dare loro questa soddisfazione e mi metto con voi, davanti. Qualcuno ha pensato di dividere la città ma lottiamo nell’interesse di tutti i napoletani. Se non eliminiamo il debito ingiusto, questo cadrà su tutti».

«Ci fermeremo e fermeremo la lotta quando ci cancelleranno il debito. Anzi dopo la giornata di oggi non è neanche più sufficiente cancellare il debito, ci devono risarcire perché siamo vittime della stagione del terremoto e dell’emergenza rifiuti. Dovranno pagare anche gli interessi. Non avranno pace quelli che si gireranno dall’altra parte» ha aggiunto il sindaco. «È credibile – ha detto – che il debito venga cancellato e se la lotta sarà giusta, di grande contenuto politico e credibilità istituzionale, sono convinto che questo Parlamento non potrà che ascoltare il grido di Napoli che è il grido di tante città che soffrono ingiustamente. Non trovo giusto che si trovino 12 miliardi per salvare le banche e non si riesca a trovare qualche centinaio di milioni per salvare i diritti e i bisogni degli abitanti del nostro Paese a cominciare da Napoli». «Uniamoci per questa lotta – è l’appello del sindaco – perché è giusta e va oltre ogni appartenenze politica. Spiace chi si è defilato e chi si è messo contro. Mi sembra che il Pd sia spaccato e sono convinto che a tanti militanti e dirigenti del partito non piaccia vedere il Pd con Forza Nuova, Casapound e Lega. Mi sembra un bel quadro politico, veramente lontano dal nostro».

 

«È un debito ingiusto che grava sulle nostre casse» ha affermato l’assessore al bilancio Enrico Panini, «è contro ognuno di noi ha il dovere di protestare. In questo modo facciamo fatica ad andare avanti a realizzare tutte le opere che ci eravamo prefissi. Adesso è il momento di reagire e bisogna farlo subito ma soprattutto in maniera compatta».

A circa 400 metri di distanza, in piazza Trieste e Trento, diverse associazioni con la partecipazione di Pd, Forza Italia e Lega hanno tenuto una contromanifestazione. In piazza Trieste e Trento niente bandiere né vessilli partitici. L’unico segno distintivo della manifestazione è un adesivo distribuito ai partecipanti che recita: «No al sindaco. Napoli libera» che riprende il maxi striscione affisso sulla facciata di Palazzo San Giacomo che dice «No al debito ingiusto. Napoli libera». Non sono mancati momenti di tensione con la polizia che ha dovuto dividere i due gruppi quando un gruppo di giovani di sinistra affiancato da disoccupati e militanti di Fratelli d’Italia sono venuti a contatto in largo Berlinguer.

 


Sabato 14 Aprile 2018, 10:26
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Updated: 15 aprile 2018 — 1:49

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