Dazi, la guerra agitata da Trump mette nel mirino la Germania



È tutta politica e non economica, la decisione di Trump di
porre dazi al 25% sull’acciaio e al 10% sull’alluminio
importato, in vigore già tra 10 giorni. Non riguarda affatto
la Cina che non è neanche tra i 10 Paesi maggiori
esportatori negli Usa di acciaio e alluminio, con una quota di 1,5
milioni di tonnellate su 75 milioni esportate nel mondo nel 2017.
Il messaggio di guerra è rivolto a Giappone e Corea del Sud
e all’Europa, visto che quest’ultima a cominciare dalla
Germania esporta in Usa oltre 5 milioni di tonnellate di acciaio e
alluminio sui 36 milioni di import americano, e c’è
anche mezzo milione di tonnellate d’acciaio a alluminio
prodotti in Italia. Che si tratti di una scelta eminentemente
politica e non economica è comprovato anche dal fatto che i
nuovi dazi di Trump sul mercato domestico Usa colpiscono molte
più imprese e occupati di quanti non ne agevolino. Sono
al massimo 100 mila i lavoratori interessati dalla
possibilità che le mancate importazioni di acciaio e
alluminio vengano sostitute da capacità inutilizzata dei
produttori Usa, mentre sono milioni i dipendenti di settori come
auto, edilizia, ed energia, i grandi consumatori di acciaio e
alluminio negli States che non a caso si sono subito mobilitati
sulla Presidenza e sul Congresso per tentare di far ragionare la
politica americana.

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Lunedì 12 Marzo 2018, 08:40 – Ultimo aggiornamento: 12-03-2018 08:40
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Updated: 12 marzo 2018 — 8:43
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