Dalle tasse al reddito garantito. Cosa divide moderati e M5s



Su fisco e politica industriale la distanza resta enorme

Roma – Si sta imponendo la vulgata secondo la quale non ci sono tante differenze tra i programmi delle coalizioni alternative. Il Pd accusa Lega e Movimento 5 stelle di avere posizioni simili. Altri sottolineano come il Movimento 5 stelle si stia trasformando in un contenitore vuoto di contenuti veri, quindi più manovrabile rispetto a Lega e Forza Italia o Pd. Possibile.

Ma è anche vero che al netto dei programmi, scorrendo la cronaca delle battaglie e delle proposte, ci sono prese di posizioni rispetto alle quali partiti e coalizioni difficilmente potranno fare passi indietro. E questo vale soprattutto per M5s, ma anche Lega e Fi.

Sulle politiche del lavoro il programma M5s non entra sulle questioni più calde, ma una delle battaglie storiche del movimento è quella contro la legge Biagi di riforma del Lavoro e poi contro il Jobs Act. La riforma del governo Renzi di fatto depotenzia l’articolo 18 che rende obbligatorio il reintegro dei lavoratori licenziati ingiustamente. Il centrodestra, al contrario, a più riprese prima delle elezioni ha sottolineato la necessità di tornare a contratti di lavoro che possano rispondere alle esigenze del mercato, a una flessiblità regolata. Quindi la Legge Biagi.

Sta passando l’idea secondo la quale il reddito di cittadinanza del M5s sia solo un ammortizzatore sociale finalizzato al lavoro. Vero fino a un certo punto, visto che ne ha diritto anche chi rifiuta delle offerte di lavoro poco gradite. Il centrodestra punta invece su decontribuzione per i nuovi assunti. Su questo fronte le distanze, sono massime.

Sull’atteggiamento de tenere nei confronti dell’Europa, il quadro si complica. Anche ieri la Lega di Salvini ha ribadito che i vincoli di bilancio possono essere superati. Forza Italia è per trattare fino alla fine con l’Ue, sempre restando nei limiti delle regole. Anche perché si rischia la sfiducia dei mercati. Su questo Lega e M5s sono più compatibili.

Sfumate le differenze sull’immigrazione e lo ius soli. Alla linea dura adottata dalla coalizione di centrodestra, si contrappone un atteggiamento ondivago del M5s. Che comunque ha posizioni meno lassiste del Pd.

Ma ci sono tanti casi di cronaca che dividono Fi e Lega dal movimento di Luigi di Maio. Ad esempio sulla politica industriale. Il M5s si è schierato per la chiusura dell’Ilva di Taranto, con la riassunzione dei dipendenti del gruppo per la bonifica dell’area. Poi la rete Telecom. È nota la propensione del movimento alla parziale ristatalizzazione dell’infrastruttura.

Il centrodestra è invece contrario alla chiusura dello stabilimento pugliese e anche alla statalizzazione della rete di Telecom. Posizioni più vicine su Alitalia. Il M5s è per farla tornare allo Stato. Il centrodestra è contrario allo spezzatino. Distanze siderali sulle infrastrutture. Il M5s è un movimento nato sui «no». Dalla Tav alle trivelle al Mose.

Il centrodestra è per gli investimenti. Il M5s punta sulla spesa corrente. A ben vedere, è la storica differenza tra sinistra e destra.

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Updated: 12 marzo 2018 — 23:42
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