CR5 domande – Corriere dello Sport



Cinque domande mi frullano in testa da quando è scoppiato il caso CRSex. Non avendo intenzione di schierarmi né da una parte (innocentisti) né dall’altra (colpevolisti) ma inseguendo solo la verità, mi limito a un brevissimo elenco di curiosità insoddisfatte che hanno solide basi di razionalità.

La prima. Com’è possibile che per una violenza così grave, consumata in un Paese da sempre abituato a pratiche risarcitorie multimilionarie nei confronti di star dello spettacolo e dello sport, la richiesta sia stata così contenuta? Trecentosettancinquemila dollari sono una somma ridicola, se considerata sufficiente a “evitare” che sia mossa un’accusa pesantissima e “tranquillizzare” l’accusato che, lo ricordo, nel 2009 era appena passato dallo United al Real con uno stipendio di 12 milioni a stagione.

La seconda. Ma davvero i testimoni che verranno citati dall’accusa saranno due parenti dell’accusato?

La terza. Cosa si aspetta ad appurare la verità relativamente al ritorno della coppia – dopo il presunto stupro – in discoteca per terminare insieme la serata? Fosse vero, penso che ogni altra considerazione risulterebbe inutile e Ronaldo potrebbe dormire sonni tranquilli.

La quarta. Quando l’ultimo avvocato di Ronaldo accusa i “ladri di documenti di wikileaks” di averli trafugati per falsificarli, confermando tuttavia l’esattezza del testo dell’accordo, non si rende conto che quel pezzo di carta contiene l’unica arma – 375.000 dollari compresi – che favorisce la presunta vittima?

La quinta. Sempre secondo i documenti pubblicati risulta che Ronaldo, dopo il fugace e imprudente rapporto (senza profilattico), abbia chiesto scusa alla ragazza e le abbia promesso un certificato attestante analisi anti hiv in realtà mai esibito: è anche questa un’invenzione o una prova dell’incidente?

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Updated: 12 ottobre 2018 — 8:45
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