Bufera sulla madre della Taverna: vive nella casa popolare sotto sfratto



Diventa un caso politico il rischio sfratto da una casa popolare nella periferia est della Capitale per un’ottantenne romana. Ad accendere i riflettori su di lei, e non sui tanti casi analoghi in città, è una parentela stretta con la senatrice M5S Paola Taverna: sua figlia. Il procedimento di decadenza dall’assegnazione dell’alloggio è partito a fine 2014, dopo accertamenti condotti dall’Ater di Roma, ente a cui appartiene la casa, secondo cui la signora non ne ha più diritto. 

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Da quel momento sono passati 4 anni, tra controdeduzioni e carteggi, ma l’esito della vicenda appare ancora incerto, anche perché l’anziana ha fatto ricorso. E alla diatriba legale si sovrappone quella tra palazzi sulle rispettive competenze. Ater ha messo nero su bianco che, da parte loro «l’iter si è concluso con l’emissione del decreto di rilascio, attualmente impugnato dalla famiglia presso il Tribunale di Roma. È di esclusiva competenza di Roma Capitale dar seguito con la firma dell’ordinanza di esecuzione da parte del sindaco». 

 

Anche dal Campidoglio hanno spiegato di aver «emesso determinazione dirigenziale di decadenza» e che «contro tale atto è stato proposto ricorso al giudice ordinario» il quale «ha rigettato l’istanza di sospensione dell’esecutività del provvedimento, rinviando al mese di gennaio la discussione sul merito. Come da prassi, la polizia locale di Roma Capitale provvederà a fornire ove richiesto ogni supporto per l’esecuzione di decreti di rilascio. L’iter della procedura, portata avanti dagli uffici competenti, è come sempre uguale per tutti», la posizione del Campidoglio. Intanto, Virginia Raggi chiarisce di aver appreso la vicenda dalla stampa: «La senatrice Taverna mai si è permessa di chiamare l’amministrazione o me. Sicuramente gli uffici faranno tutte le indagini e si seguirà la legge esattamente come per tutte le altre persone». Una sottolineatura analoga a quella dei consiglieri pentastellati in Comune. 

 

Ed è la stessa Taverna ad intervenire sulla vicenda: «Sembra che mia madre, che percepisce la pensione minima, non abbia più diritto all’alloggio» popolare in cui vive, lei «ha adito le vie legali perché ritiene di averne diritto. Dov’è la notizia?», si domanda. «Io credo che mia mamma stia agendo bene e che una persona a 80 anni abbia il diritto di desiderare di morire nella stessa casa in cui è vissuta. Non provo vergogna a venire da una famiglia povera e provo ancor meno imbarazzo a dire che la mia famiglia non è diventata benestante grazie al mio lavoro», afferma la vicepresidente del Senato. Dure le critiche delle opposizioni, dal Pd a FdI: «Sono già finiti i tempi in cui i cittadini a 5 stelle predicavano la teoria dell’uno vale uno?», si domanda il dem Stefano Pedica. Mentre Fratelli d’Italia prepara due interrogazioni sul tema in Comune e in Regione, dove la capogruppo M5s Roberta Lombardi, un’esperta dei temi dell’emergenza abitativa, finora è rimasta in silenzio. «Scopriamo che i grillini indefessi, sempre pronti a fare la morale alle altre forze politiche, predicano bene ma razzolano male», l’affondo di FdI.


Martedì 9 Ottobre 2018, 12:54 – Ultimo aggiornamento: 09-10-2018 19:41
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Updated: 10 ottobre 2018 — 3:49
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